Settannale - Il Vescovo Aloise all’Immacolata: “La fede sia concreta, e lontana dalle logiche mafiose”
Il vescovo di Rossano-Cariati ospite all’Immacolata nel settennale: “Maria conduce a Gesù e scioglie il nodo dell’incredulità”
La fede di Maria come guida del popolo di Dio, il richiamo a una Chiesa fatta di “discepoli innamorati” e quell’invito forte a non essere “santi in chiesa e diavoli a casa”. Sono stati questi alcuni dei passaggi più intensi dell’omelia pronunciata da monsignor Maurizio Aloise nella chiesa dell’Immacolata a Crotone, nel cuore delle celebrazioni del settennale della Madonna di Capo Colonna e della Settimana dei Vescovi.
L’arcivescovo di Rossano-Cariati, accolto dall’arcivescovo di Crotone-Santa Severina Alberto Torriani, ha vissuto la celebrazione in un momento particolarmente significativo del proprio cammino ecclesiale: proprio in questi giorni ricorre infatti il quinto anniversario della sua consacrazione episcopale.
Durante l’omelia, monsignor Aloise ha subito rivolto un pensiero alla devozione mariana del popolo crotonese e al significato profondo del settennale dedicato alla Madonna di Capo Colonna.
“La Vergine Maria continua ad accompagnare il cammino del popolo di Dio - ha affermato - non come un semplice ricordo del passato, ma come una presenza viva in mezzo a noi”.
Parole che si sono intrecciate con il ringraziamento rivolto all’arcivescovo Torriani per l’invito e per il legame di fraternità tra le due Chiese calabresi: “Ringrazio il mio fratello Alberto per l’invito e per la fraternità di sempre”.
Il cuore della riflessione si è concentrato sul ruolo di Maria nella vita della Chiesa e nella fede dei credenti. “Maria non sostituisce il Figlio — ha spiegato — ma è la discepola che conduce a Gesù. Ci prende per mano per portarci a Cristo”.
Un’immagine che il presule ha collegato direttamente alla grande devozione popolare verso la Madonna di Capo Colonna, definita come una fede autentica capace di trasformare la vita delle persone. “La vera devozione popolare - ha sottolineato - non trattiene alle porte della religiosità esteriore, ma conduce all’incontro con Gesù Cristo”.
Richiamando il Concilio Vaticano II e il cammino di fede della Vergine Maria, monsignor Aloise ha parlato di una fede che “scioglie il nodo dell’incredulità” e restituisce speranza all’uomo contemporaneo.
“Maria ha creduto anche quando non comprendeva tutto - ha detto -nell’incertezza, nel dolore e nel silenzio. E continua ancora oggi a insegnarci che è possibile fidarsi della misericordia di Dio”.
Un passaggio che ha toccato da vicino anche le difficoltà quotidiane delle famiglie, le paure, la precarietà e le ferite vissute dalla società contemporanea. “Generazioni di fedeli sono venute davanti a Maria con le loro gioie, le loro paure e le loro ferite. E Maria continua a indicare la fiducia nel Signore”.
Molto forte anche il richiamo alla coerenza cristiana, in uno dei momenti più applauditi della celebrazione. “Seguire Gesù - ha scandito l’arcivescovo - significa lasciarsi guidare dalla sua parola, vivere l’umiltà, la misericordia e la vicinanza agli ultimi. Non possiamo essere santi in chiesa e diavoli a casa”.
Un’espressione pronunciata con intensità davanti ai fedeli presenti nella chiesa dell’Immacolata, diventata quasi il filo conduttore di un’omelia incentrata sulla necessità di vivere il Vangelo nella concretezza della vita quotidiana.
Monsignor Aloise ha poi lanciato un appello contro ogni forma di ipocrisia, violenza e mentalità mafiosa. “La vita di Gesù - ha ricordato - è rifiuto della violenza, dell’arroganza e delle logiche mafiose. La fede deve diventare concreta nella nostra vita”.
Nel passaggio conclusivo, il presule ha invitato la comunità a vivere il settennale non soltanto come evento esteriore o tradizione popolare, ma come occasione di conversione autentica. “La Chiesa e il mondo - ha detto - non hanno bisogno di persone che assolvono semplicemente doveri religiosi. Hanno bisogno di discepoli innamorati”.
Infine la preghiera rivolta alla Madonna di Capo Colonna: “Insegnaci ad ascoltare tuo Figlio, insegnaci a fidarci della sua parola e a fare della nostra vita ciò che Lui ci dirà”.
La celebrazione è stata animata dal coro “Madonna del Carmelo” della Parrocchia Santa Maria del Carmelo di Crotone.
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