Sigarette più care, verso la stangata: proposta una tassa da 5 euro in più per pacchetto
AIOM, AIRC e Fondazione Veronesi sostengono una nuova accisa su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina per finanziare il Servizio sanitario nazionale e ridurre il numero dei fumatori
Una nuova proposta di legge punta a introdurre in Italia un’accisa fissa di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese le sigarette elettroniche e i dispositivi di nuova generazione. L’iniziativa è promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, con l’obiettivo di contrastare il tabagismo e sostenere il finanziamento del Servizio sanitario nazionale.
Secondo i promotori, l’aumento significativo del prezzo dei prodotti legati al consumo di nicotina rappresenta una delle strategie più efficaci per ridurre il numero dei fumatori, come dimostrato dalle esperienze adottate in altri Paesi europei, tra cui Francia e Irlanda.
Il fumo di tabacco continua infatti a rappresentare una delle principali cause di morte prevenibile in Italia. Ogni anno si stimano circa 93mila decessi attribuibili al tabagismo, con conseguenze rilevanti sull’incidenza di tumori, malattie cardiovascolari e patologie respiratorie croniche. A questo si aggiunge un forte impatto economico e sociale: secondo le stime riportate dai promotori dell’iniziativa, i costi complessivi legati al consumo di tabacco e nicotina superano i 26 miliardi di euro all’anno tra spese sanitarie, perdita di produttività e danni ambientali.
La proposta prevede che il gettito derivante dalla nuova accisa venga destinato a finalità di interesse pubblico, in particolare al finanziamento del sistema sanitario nazionale. L’iniziativa legislativa ha già raggiunto il quorum necessario con oltre 50mila firme raccolte e potrà ora proseguire il suo iter parlamentare.
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