SIN di Crotone, in Consiglio regionale la mozione per screening alla popolazione
Barbuto, Scutellà e Bruno chiedono anche il registro tumori e il mantenimento del vincolo che prevede il trasferimento dei rifiuti fuori regione
Crotone - La tutela della salute dei cittadini del Crotonese torna al centro del dibattito politico regionale con la Mozione n. 14/13^, presentata dai consiglieri regionali Ernesto Barbuto, Elisa Scutellà e Vincenzo Bruno, dal titolo "Iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone – Cassano – Cerchiara" . L'atto impegna la Giunta regionale ad adottare una serie di misure urgenti per affrontare le conseguenze ambientali e sanitarie derivanti dalla contaminazione del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara, una delle aree industriali più compromesse del Paese. Il sito, istituito nel 2001 e perimetrato nel 2002, si estende per circa 1.448 ettari di aree marine e 884 ettari di aree terrestri, comprendendo gli ex stabilimenti industriali Pertusola, Fosfotec e Agricoltura, oltre a discariche e aree di interesse archeologico.
La mozione richiama la relazione semestrale del Commissario Straordinario relativa al periodo novembre 2024-aprile 2025, nella quale viene evidenziata una situazione di grave contaminazione ambientale, tale da determinare un rischio persistente per l'ambiente e per la salute pubblica. Secondo quanto riportato nel documento, la popolazione crotonese convive da oltre quarant'anni con gli effetti di una contaminazione causata dalla presenza di oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, compresi materiali contenenti TENORM, ovvero materiali radioattivi naturali tecnologicamente potenziati, presenti sia all'interno sia all'esterno delle aree industriali.
Bonifiche in ritardo e dubbi sulla gestione dei rifiuti
La mozione dedica ampio spazio alle vicende che hanno caratterizzato il percorso di bonifica del SIN. I firmatari ricordano come le indagini effettuate nell'area portuale abbiano confermato la presenza di elevate concentrazioni di metalli pesanti, tra cui arsenico, cadmio, mercurio, cromo, nichel, piombo, zinco e rame, con valori superiori alle soglie di intervento e sedimenti classificati come pericolosi.
Viene inoltre richiamato il rapporto SENTIERI, che ha evidenziato un eccesso di rischio oncologico nei territori classificati come Siti di Interesse Nazionale, includendo Crotone tra le realtà maggiormente colpite dagli effetti dell'inquinamento industriale. Particolarmente critica la ricostruzione fornita sulla gestione delle bonifiche da parte di Eni Rewind, soggetto incaricato degli interventi. Nel testo si sottolinea come la società sia stata destinataria di obblighi precisi, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Milano che nel 2012 ha riconosciuto un danno ambientale nel SIN di Crotone quantificato in oltre 70 milioni di euro.
Secondo i promotori della mozione, i lavori avrebbero subito ritardi significativi a causa della contestata ricerca di soluzioni alternative al trasferimento dei rifiuti fuori dalla Calabria, previsto dal decreto del 3 marzo 2020 e successivamente confermato dalle decisioni della giustizia amministrativa. Il documento evidenzia inoltre come nel novembre 2024 sia emersa la disponibilità di siti di conferimento all'estero, tra cui una discarica localizzata a Kumla, in Svezia, circostanza che avrebbe smentito la presunta impossibilità di trasferire i materiali contaminati fuori dal territorio regionale.
Ulteriori interrogativi riguardano la sospensione delle attività di bonifica avvenuta l'8 gennaio 2026 in seguito al rinvenimento di materiali contenenti TENORM durante gli scavi. Una circostanza che, secondo i consiglieri regionali, non avrebbe dovuto rappresentare una novità, poiché la presenza di tali materiali risultava già documentata in precedenti indagini effettuate dall'ARPACAL. Nella mozione viene infatti richiamato il rapporto redatto nel 2017 dal Laboratorio Fisico Ettore Majorana dell'ARPACAL, che aveva rilevato anomalie radiometriche e la presenza di metasilicati contenenti TENORM in diverse aree dell'ex comparto industriale.
Le richieste alla Regione: controlli gratuiti, registro tumori e nessuna nuova discarica
Partendo da queste premesse, i consiglieri Barbuto, Scutellà e Bruno chiedono, in consiglio regionale, un cambio di passo deciso sul fronte della tutela sanitaria. Il primo impegno richiesto riguarda il mantenimento del vincolo previsto dal PAUR del 2019 che impone il trasferimento fuori dalla Calabria dei rifiuti derivanti dalla bonifica del SIN e il contestuale blocco dell'apertura, del mantenimento e dell'ampliamento di discariche per rifiuti pericolosi nel territorio crotonese.
Al centro della mozione vi è poi la richiesta di istituire un protocollo permanente di sorveglianza sanitaria gratuita per tutti i cittadini residenti nell'area del SIN, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili, tra cui bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. I firmatari chiedono inoltre che la Regione sostenga economicamente l'effettuazione di screening sui metalli pesanti, attraverso analisi su sangue, urine e capelli, coinvolgendo un campione significativo della popolazione residente per verificare eventuali accumuli di sostanze tossiche.
Tra le misure proposte figura anche la piena operatività di un Registro Tumori pubblico e consultabile, considerato uno strumento fondamentale per monitorare l'incidenza delle patologie oncologiche e favorire la ricerca scientifica sul possibile legame tra contaminazione ambientale e malattie.
Infine, la mozione chiede che ogni nuovo progetto industriale o infrastrutturale previsto nel territorio di Crotone venga preventivamente sottoposto a una Valutazione di Impatto Sanitario, evitando l'insediamento di attività che possano aggravare ulteriormente un quadro ambientale già fortemente compromesso. Alla base dell'iniziativa politica vi è una convinzione chiara: la tutela della salute non può attendere i tempi, spesso lunghi e incerti, delle bonifiche. Per i promotori della mozione, dopo decenni di esposizione ai rischi derivanti dall'inquinamento industriale, la prevenzione sanitaria rappresenta un diritto fondamentale dei cittadini e una priorità non più rinviabile per il territorio crotonese.
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