Sit in dei dipendenti Abramo si sposta nelle piazze: la città di Crotone presente

Sit in dei dipendenti Abramo si sposta nelle piazze: la città di Crotone presente

Crotone – La protesta dei lavoratori Abramo CC circa le spettanze si è spostata questa mattina presso le tre Prefetture di Crotone, Catanzaro e Cosenza. Sono partiti dunque i presidi dei sindacati, per avere risposte immediate: ai lavoratori è stato decurtato infatti lo stipendio di dicembre, mentre a gennaio un saldo lavorativo di soli cinque giorni.

Anche a Crotone, dove l‘Abramo CC rappresenta il cuore dell’economia locale, i dipendenti si sono ritrovati questa mattina nel piazzale antistante la locale Prefettura perchè “Lo stipendio è un diritto e non è un regalo“, recitava uno dei tanti striscioni presenti. Intanto il 27 gennaio  il Tribunale di Roma ha depositato una dichiarazione di insolvenza dell’azienda.

Dopo i due sit in di Crotone presso l’azienda Abramo CC dei giorni scorsi, oggi 24 febbraio insieme ai lavoratori c’era la cittadinanza di Crotone, il presidente della Provincia di Crotone Sergio Ferrari, il primo cittadino di Crotone, i sindaci di Isola di Capo Rizzuto, Melissa, Rocca di Neto, Strongoli e tanti altri. Anche i commercianti, dalle ore 10,30, hanno abbassato le serrande delle loro attività per stringersi intorno a questa vertenza che tocca il tessuto economico della città. Presenti molti imprenditori, partiti e movimenti politici, e alcune scuole cittadine, l’ufficio pastorale del Lavoro dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, così come qualche rappresentanza delle Asd crotonesi.

1500 lavoratori divisi tra le sedi di Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo (CS),  bisogna aspettare e dunque conoscere la valutazione dei commissari giudiziali nominati dal Tribunale fallimentare, il quale dovrà esprimersi se si posso proseguire nell’attività dati i debiti, considerando anche che nei giorni scorsi è stato sbloccato il Durc.

Al Prefetto chiederemo la giusta e dovuta attenzione – sono le parole di Fabio Tomaino, segretario generale della Uil di Crotone  chiederemo di essere trattati come cittadini italiani, questa vertenza va considerata come tutte le vertenze che il Ministero consulta nella propria sede. Lealtà e correttezza, se vogliamo considerare un sereno contesto di lavoro”.

Non è comprensibile come sentiamo parlare di lavoratori che vengono riportati su tutti gli organi di stampa, ma una vertenza che ha riguardato quattromila lavoratori  è passata nel completo silenzio – ha aggiunto Franco Canino, segretario generale FISTelsperiamo che oggi si comprenda come anche questa città, come sta avvenendo a Catanzaro e Cosenza, i dipendenti hanno deciso di rivoltarsi per fare in modo che questa vertenza assuma le caratteristiche di una vertenza importante. A Crotone nel 2019 abbiamo lasciato a casa 700 lavoratori a tempo indeterminato, dipendenti che da dieci anni lavorano in questa azienda. Il problema oggi si chiama Mise, dal 2019 fino ad oggi”.

Intanto questo pomeriggio le sigle sindacali incontreranno il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. “Questa di stamattina non è una protesta, è un telegramma al Mise, il problema è il Mise – dichiara Vincenzo Voce al megafono – questa volta la situazione è diversa, la città si stra stringendo alle tante famiglie e ai tanti lavoratori. E’ importante venire qui, la fascia non è un simbolo che abbiamo indossato, ci sono altri sindaci, il problema di Abramo è un problema che riguarda tutta la Provincia di Crotone”. Guarda qui la diretta facebook di CrotoneOk.

Danilo Ruberto