Sondaggio – Crotone ultima? I crotonesi non si rassegnano

Sondaggio – Crotone ultima? I crotonesi non si rassegnano

La 33esima indagine sulla Qualità della vita condotta dal quotidiano Il Sole 24 Ore, relega, per l’ennesima volta, Crotone a fanalino di coda dello Stivale. Un’ultima posizione che non fa più notizia e che non è nemmeno legata alla classifica de Il Sole 24 Ore. È oramai una costante in qualsiasi confronto nazionale.

Il Sud è sempre più Sud, e Crotone è il Sud del Sud, una condizione più socioeconomica che geografica. “Passano gli anni, cambiano i governi, cambiano le amministrazioni, arrivano sempre più risorse, si parla sempre più di rilancio, qualcosa addirittura si muove nel territorio, eppure quel posto sembra quasi riservato. – così il nostro direttore commentava un mese fa un altro ultimo posto, quello nella classifica stilata da Italia Oggi – Poi però si guarda alla vita di tutti i giorni, quella fatta di scuole fatiscenti, di mense scolastiche mai partite, si guardano i dati della disoccupazione, dello spopolamento, della povertà diffusa, si pensa ai fatti di cronaca e alla mancanza di sensibilità verso i giovani che hanno poco da fare nei nostri comuni e poche opportunità.

L’emigrazione non riguarda solo più il lavoro ma anche lo studio”. Commento amaro quello di Antonio Gaetano, ma che torna drammaticamente di attualità nell’interpretare anche questa classifica. Il direttore di CrotoneOk chiudeva la sua analisi dicendo che “la rassegnazione è il “parametro” più difficile da digerire”. Sull’onda di questa considerazione, abbiamo voluto lanciare il sondaggio di questa settimana per testare se i crotonesi si sono o meno rassegnati all’ultimo posto, e la risposta è stata molto positiva.

La voglia di reagire a questo “destino cinico e baro” è evidente anche nei tanti commenti lasciati sulle nostre pagine social. Dalle parole dei crotonesi emerge la voglia di cambiare le cose. Ancora una volta il sondaggio di CrotoneOk apre il confronto che diventa condivisione perché il fine è comune ed è il bene della nostra città. Noi vi proponiamo alcuni pensieri.

Giovanni lancia un’idea: «Penso che proprio la tecnologia dovrebbe essere il nuovo driver di ripartenza. Prendo ad esempio Cosenza che, nonostante sia in Calabria, oggi risulta essere centro di attrazione per società di consulenza quali Accenture e polo informatico di un certo rilievo. Ripartirei da qui, dalla nuova industria del 21esimo secolo, ovvero l’informatica».

Anna Maria invece scrive: «Partiamo da ciò che abbiamo per risalire la classifica ricchezza e consumi. Va da sé che quando un popolo non è afflitto dai problemi del vivere quotidiano inizia anche una maggiore richiesta di cultura e di tempo libero. Quindi per me fondamentali sono le infrastrutture».

Da prendere in considerazione anche il commento di Fabrizio: «Sono i cittadini che fanno la differenza, che fanno i servizi, che costruiscono il vivere civile di una comunità, quindi sono gli stessi che, oltre a lamentarsi sui social, non sono in grado di fare altro».

Lillo non ha dubbi: «Sarebbe bene agire subito sul turismo, fabbriche, l’università e scuole in generale». Un pizzico di nostalgia nel pensiero di Franco: «Ricordo da giovane che Crotone era la capitale del Marchesato e non solo. Crotone era citata come la Milano del Sud per insediamenti industriali. Presso le nostre fabbriche esistevano anche laboratori di ricerca che hanno sfornato qualche brevetto, in questi laboratori operava gente della nostra terra. Poi il cataclisma. Non è forse ora il tempo di rimboccarci le maniche e ritrovare quello slancio vitale, estroso e creativo che ha da sempre contraddistinto la cittadinanza crotonese? Non rimaniamo nel nostro orticello, usciamo, parliamo ed agiamo».

Di unità scrive anche Luca: «Iniziamo a remare tutti nella stessa direzione, mettendo da parte interessi personali e al centro il bene comune, smettendola di criticare sempre tutto e tutti e di fare a gara sui social a chi meglio denigra Crotone dando risalto solo alle cose negative».

Un cambio di mentalità è quello che serve anche secondo Antonella: «A mio avviso – scrive -, Crotone è una provincia con atteggiamenti e ritmi di un paese». Infine c’è Giovanni che mette d’accordo tutti, «ognuno può fare qualcosa migliorando se stesso, umilmente, o sforzandosi di farlo. Nel rispetto reciproco e nel rispetto dei luoghi che ci ospitano».

Per quanto riguarda il sondaggio, alla domanda “Come migliorare la città per non essere più ultimi?” i nostri lettori hanno risposto in modo diverso e variegato. Per il 30% dei votanti, bisogna intervenire sulle infrastrutture: aeroporto, porto, ferrovia e SS 106. Il 23,5% dei partecipanti al sondaggio ha individuato, invece, negli spazi sociali e culturali l’area che richiede priorità massima.

Evidentemente per molti lettori di CrotoneOK il tempo libero e la cultura incidono in modo particolare sulla qualità della vita. A pari merito, con la stessa identica percentuale (22%), si collocano il Lavoro (vera piaga di questo territorio) e l’assenza dell’Università. Molto distaccati e anche in modo sorprendente la sicurezza (2,5%) e l’inquinamento (1%). Sono dati questi che, nonostante non abbiano alcuna base scientifica, danno il polso dell’animo dei crotonesi, che tutto sembrano tranne che rassegnati all’ultimo posto.