Sono 2500 gli episodi di violenza denunciati ogni anno dai sanitari

Sono 2500 gli episodi di violenza denunciati ogni anno dai sanitari

I dati divulgati in occasione della Giornata nazionale contro la violenza agli operatori sanitari e socio-sanitari

Secondo i dati resi noti dal sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed “sono il 55% i medici ospedalieri che hanno subito almeno un episodio di violenza. Dai dati in nostro possesso- conclude Anelli- emerge che il 48% dei medici che ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’, il 12% ‘inevitabile’, quasi come se facesse parte della routine o fosse da annoverare tra i normali rischi professionali. Le percentuali cambiano di poco in coloro che hanno subito violenza fisica: quasi il 16% ritiene l’evento ‘inevitabile’, il 42% lo considera ‘abituale’. Dobbiamo tutti cambiare il nostro modo di pensare: la violenza non deve diventare un fatto normale, quasi banale, da accettarsi come rischio ineluttabile della professione.

La violenza non è inevitabile: la violenza è un reato. È una violazione dei diritti umani, della dignità della persona; è un’ingiustizia sia a livello pubblico che privato. A questo dobbiamo educare le nuove generazioni”.

Numeri che fanno riflettere quelli divulgati in occasione della Giornata nazionale contro la violenza agli operatori sanitari e socio-sanitari che si celebra oggi e che sono stati ripresi dall’agenzia Dire.

Oggi Anelli celebrerà questa prima Giornata a Bari, in un incontro organizzato dall’Ordine dei medici, del quale è presidente, al quale parteciperanno, tra gli altri, il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, e il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. “Abbiamo scelto Bari perché è il luogo da cui è partita l’azione dell’Ordine e della Fnomceo di contrasto alla violenza contro gli operatori sanitari- spiega Anelli- A Bari infatti, nel settembre 2013, fu assassinata da un suo paziente la psichiatra Paola Labriola. Questo tragico episodio è stata la molla che ci ha spinti a dire ‘basta’, a smuovere l’opinione pubblica e la politica perché una tragedia simile non avesse a ripetersi. Oggi, quasi dieci anni dopo, abbiamo una legge per la sicurezza degli operatori, che ha inasprito le pene e introdotto la procedibilità d’ufficio, ha istituito un Osservatorio per il monitoraggio e la prevenzione e ha indetto questa giornata, con l’obiettivo di innescare una rivoluzione culturale che metta al centro la dignità dei professionisti”.

“Proprio ieri sono usciti i dati Inail, che stimano in 2500 gli episodi di violenza denunciati ogni anno dagli operatori sanitari quale infortunio sul lavoro– continua Anelli- Un dato che, per quanto riguarda i medici, è sicuramente sottostimato. Infatti, le denunce Inail riguardano esclusivamente il personale dipendente e non quello convenzionato, come i medici di famiglia, le guardie mediche, i colleghi del 118, della libera professione, i medici penitenziari. Inoltre, molti medici non presentano denuncia, o non fanno ricorso al pronto soccorso per aggressioni che non provano lesioni. E queste sono sicuramente la maggioranza”