Sottosegretari regionali, Barbuto a Occhiuto: «La maggioranza non può riscrivere le regole»
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle commenta il via libera al referendum sui sottosegretari: «Ripristinato l'ordine democratico e costituzionale»
Si accende nuovamente il confronto politico sulla riforma che introduce i sottosegretari regionali. Dopo la decisione della Corte d'Appello di Catanzaro di accogliere il ricorso dell'opposizione sul referendum, Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, rivolge un duro attacco alla maggioranza guidata dal presidente Roberto Occhiuto.
«Finisce il tempo dei monologhi e dei tentativi di imporre modifiche strutturali passandoci sopra la testa», afferma Barbuto, secondo la quale il pronunciamento dei giudici rappresenta un segnale chiaro contro quella che definisce «la convinzione che vincere le elezioni significhi poter riscrivere le regole del gioco».
L'esponente del M5S ricorda il rigetto della richiesta di referendum avvenuto lo scorso aprile e sostiene che l'opposizione abbia continuato a difendere gli strumenti di partecipazione democratica. Un risultato, evidenzia, ottenuto anche grazie all'attività dei legali Andrea Lollo, Paolo Falzea e Antonio Ionà, ai quali rivolge un ringraziamento.
Nel mirino della consigliera finiscono anche i nuovi sottosegretari, descritti come «una cambiale politica pagata dai calabresi» e figure istituzionali prive di effettive competenze operative ma destinate, secondo il Movimento 5 Stelle, a incidere sulla spesa pubblica.
Barbuto conclude chiedendo al presidente Occhiuto di prendere atto dello stop imposto dalla magistratura, ritirare il provvedimento oppure sottoporlo al giudizio dei cittadini attraverso il referendum. «Da oggi – conclude – la voce dei calabresi tornerà a farsi sentire ancora più forte».
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