Strage di Cutro, tre anni dopo: memoria e verità sulla spiaggia
Dal 24 al 27 febbraio iniziative a Crotone e Cutro per ricordare le vittime del naufragio e chiedere responsabilità, diritti e corridoi umanitari.
A tre anni dalla strage di Steccato di Cutro, il territorio crotonese torna a fermarsi per ricordare le decine di uomini, donne e bambini morti nel naufragio del 26 febbraio 2023, una delle tragedie più drammatiche del Mediterraneo.
Dal 24 al 27 febbraio 2026, Crotone, Cutro e la spiaggia di Steccato saranno al centro di un fitto calendario di iniziative promosso dalla Rete 26 Febbraio, insieme a associazioni, familiari delle vittime, superstiti, attivisti e realtà del terzo settore. Quattro giorni di incontri, momenti di riflessione, cultura, sport e memoria, con l’obiettivo di tenere accesi i riflettori su una ferita che resta aperta e su una tragedia che non può essere archiviata come un semplice “incidente”.
Il cuore simbolico delle commemorazioni sarà, come ogni anno, la veglia notturna del 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Alle ore 4.00, l’ora in cui il mare restituì i corpi delle vittime, si terrà la veglia commemorativa sul luogo del naufragio, un momento di raccoglimento per ricordare chi non ce l’ha fatta e per rinnovare un impegno collettivo contro le morti in mare. Il raduno dei partecipanti da Crotone è previsto alle 3.30 in piazzale Nettuno.
Il programma prevede anche momenti di denuncia e confronto pubblico. A Crotone, già il 24 febbraio, davanti al Palazzo di Giustizia, i familiari delle vittime e i superstiti incontreranno la stampa insieme alle associazioni per ribadire la richiesta di verità e giustizia su quanto accaduto. Nei giorni successivi si alterneranno incontri pubblici e dibattiti su “le stragi nel Mediterraneo e nelle rotte di terra”, sulle responsabilità politiche e istituzionali e sui diritti dei superstiti e delle famiglie delle vittime.
La memoria passerà anche attraverso la cultura e il racconto. Il docufilm “Cutro, 94… and more” ripercorre non solo la tragedia del 2023, ma una lunga scia di naufragi che attraversa la storia recente del Mediterraneo, mostrando come Cutro non sia un’eccezione, ma parte di un dramma sistemico. Spazio anche alla presentazione del libro “Un viaggio” di Daniela De Marco, che attraverso parole e immagini affronta il tema delle migrazioni con uno sguardo umano e sensibile.
Non mancherà un momento dedicato allo sport come linguaggio universale di incontro, con una partita di calcio amichevole al campo di Tufolo, segno concreto di come anche i gesti semplici possano diventare strumenti di solidarietà e inclusione.
La chiusura delle iniziative, il 27 febbraio, sarà affidata alla premiazione del concorso artistico-letterario “Sguardi e voci di pace” e un corso di formazione per giornalisti sulla responsabilità dell’informazione a tre anni dal naufragio.
Ricordare significa rifiutare l’abitudine alla tragedia, opporsi alla normalizzazione delle morti in mare, chiedere politiche più umane e corridoi sicuri, perché nessuno sia più costretto ad affidare la propria vita a un’imbarcazione fragile.
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