Sul lungomare, da questa sera, c’è un po’ di Kroton in più

Sul lungomare, da questa sera, c’è un po’ di Kroton in più

Crotone – Un tripode, l’acronimo KQO e un airone incantano una porzione di lungomare di Crotone. Una città che vuole riscoprire la sua storia, e lo fa partendo dalle sue radici. Si vede CapoColonna in lontananza, dove vi è il colle lacinio, sacro agli Dèi. Scendendo da Via Poggioreale, al mattino, si vede la luce del sole che sembra sorgere dal Tripode, in linea con CapoColonna.

Alle spalle del monumento il mare, con un segno d’amore verso la città e verso l’antica storia di dodici cittadini, il gruppo dei Krotoniati, che hanno dato questo simbolo alla città. C’è tanto da riscoprire, tanta storia che a volte non conosciamo. L’opera è stata realizzata dal signore Riillo di Isola Capo Rizzuto, e da oggi è a guardia del nostro mare e della tradizione dei tre millenni.


All’inaugurazione questa sera, sul lungomare cittadino, il krotoniate Antonio Parrotta, sorretto in tutti questi mesi dai suoi amici, per l’opera che gli ha fatto luccicare gli occhi. Ai lati, i due opliti, Matteo e Vincenzo, della Scuola Guardia Krotoniate, a guardia del monumento. L‘oplita è il soldato della fanteria dell’Antica Grecia.

«Ora tocca ai cittadini prendersi cura di quest’opera – ha detto Antonio Parrotta perchè è la loro». Accanto al monumento, le piante medicinali, che un tempo venivano coltivate a CapoColonna. Qui, sul lungomare, sono messe in disposizione numerica, rifacendosi alla tradizione del pitagorismo. Due allori, il mirto, il corbezzolo, l’ulivo bianco, il melograno.

Il numero tre, KRO, il tripode, e l’airone, è il numero perfetto, caro a Pitagora: «Non è il simbolo mio ma di ogni persona di Crotone – ha aggiunto – abbiamo il simbolo della Magna Grecia, tutti parlano del tripode, del KRO, che non è il QPO che in realtà sono le lettere greche, Qoppa Rho Omicron». C’è un risveglio in città verso la storia: «Me ne sono accorto tre anni, sentivo un’energia, e quest’energia poi si serve di noi, i miei ragazzi sono stupendi solo a guardarli, sono qualcosa di unico. Da dodici semplici persone si è creato tutto questo, fa capire che possiamo fare veramente, non solo con la buona volontà, ma mettersi a disposizione di fare». Poi, aggiunge: «Basta lamentarsi, c’è il tempo di fare». In futuro, ci ha detto il maestro Parrotta, vi saranno idee e progetti simili.