«Sulla SS 106 il sangue dei morti»: Nando Amoruso torna ad incatenarsi

«Sulla SS 106 il sangue dei morti»: Nando Amoruso torna ad incatenarsi

Ha usato la solita gabbia per parlare ancora una volta di Strada Statale 106. Il nome Ferdinando Amoruso, per tutti Nando, cirotano, nel comprensorio crotonese è conosciuto da molti. Noto per le battaglie per la viabilità, adesso l’autore di tante proteste chiede un scatto di orgoglio in vista per le regionali presentando scheda bianca o non recandosi alle urne perchè non vi sarebbero fatti concreti.

Accanto alla gabbia in cui era rinchiuso il signor Amoruso, una bara, simbolo del sangue versato sulla “strada della morte“: «Su questa strada ci hanno fatto solo politica, non è più cosa, adesso basta – ci ha detto Nando Amoruso, presidente del Movimento Vita (Viabilità, infrastrutture, Trasporti e Ambiente) – se hanno il coraggio di parlare con me tutti i candidati alla presidenza della Regione Calabria devono parlare con me e non dire corbellerie».

L’appuntamento sulla Strada Statale 106, Nando Amoruso, lo ha dato questa mattina, venerdì 17 settembre 2021, presso il Km 275, vicino la stazione di servizio a Q8 tra Torre Melissa e Cirò Marina: «L’Anas non fa altro che raccogliere morti su questa strada, ma l’Anas non c’entra nulla – ha aggiunto –  è la politica il problema e noi abbiamo un progetto approvato che resta fermo a Roma, al Ministero, con 42 pareri favorevoli».

La prossima protesta di Nando Amoruso si sposterà a Roma, e poi a Crotone sul lungomare cittadino: «Non è tollerabile camminare su una strada dove non c’è sicurezza, non è tollerabile. La lotta continua, per intanto diciamo di votare alla fascia ionica di pretendere rispetto. Devono votare scheda bianca. La devono smettere questi politici. E’ inutile parlare di sole bello, mare bello, gastronomia buona, gente accogliente, però mancano le infrastrutture».