TARI, Per la Nostra Crotone incalza il Comune: “Dove sono i dati? Cosa accadrà ad Akrea?"
Il gruppo consiliare contesta l’aumento del 6,94% e chiede chiarezza su Akrea, fondi regionali e futuro della tariffa
CROTONE – Sulla TARI si accende lo scontro politico. Il gruppo consiliare “Per la Nostra Crotone” interviene sulle dichiarazioni dell’assessore Mario Megna e contesta quella che definisce una narrazione fatta di rassicurazioni e promesse sul futuro della tariffa rifiuti.
«È comprensibile il tentativo dell’assessore Mario Megna di rassicurare i cittadini per cercare di far ingoiare l’ennesimo aumento delle tasse – afferma il gruppo consiliare – ma la sua narrazione non incanta nessuno, soprattutto perché incide pesantemente sui bilanci di migliaia di famiglie crotonesi».
Al centro della contestazione c’è innanzitutto l’aumento della tariffa. “Per la Nostra Crotone” chiede all’amministrazione comunale di spiegare perché, a fronte delle somme incassate attraverso la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, non si sia proceduto a un abbattimento immediato della TARI.
Il gruppo pone quindi l’accento sul PEF, il Piano Economico Finanziario approvato dalla maggioranza, chiedendo chiarimenti sull’incremento del 6,94% della tariffa a carico dei cittadini.
La promessa del 2028
Particolarmente critiche sono le considerazioni sulla prospettiva di una riduzione della TARI a partire dal 2028, indicata dall’assessore come possibile orizzonte per una significativa diminuzione della tariffa.
«Su quali dati concreti si fonda la promessa che dal 2028 la TARI si ridurrà di un terzo?», domanda il gruppo, richiamando anche la scadenza del contratto con Akrea e il successivo passaggio del servizio nell’ambito della gestione regionale.
Secondo “Per la Nostra Crotone”, il rischio è che in futuro eventuali aumenti vengano attribuiti alle decisioni di Arrical e ARERA, lasciando quindi il Comune senza responsabilità dirette sulle tariffe.
Il gruppo consiliare richiama, a questo proposito, il precedente del servizio idrico e del passaggio a Sorical, sostenendo che l’esperienza avrebbe già dimostrato le conseguenze che possono derivare da una modifica del modello di gestione.
Fondi regionali e programmazione
Nella nota viene inoltre sollevata una questione relativa alla capacità del Comune di intercettare risorse destinate al settore dei rifiuti.
«Mentre si aumentano le tasse ai cittadini, il Comune di Crotone perde importanti opportunità per intercettare i finanziamenti regionali destinati alla gestione e riduzione dei rifiuti», sostiene il gruppo, citando tra gli atti richiamati il Decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 12485 del 15 luglio 2026, relativo ai fondi FESR.
Una critica che investe, dunque, anche la programmazione dell'amministrazione comunale e la capacità di utilizzare le risorse disponibili per migliorare il ciclo dei rifiuti e, conseguentemente, incidere sui costi sostenuti dai cittadini.
Il futuro di Akrea e le garanzie per i lavoratori
Altro punto sollevato riguarda il futuro di Akrea e, in particolare, le garanzie occupazionali per i lavoratori della società.
Il gruppo lamenta l'assenza di risposte sul destino dell'azienda e delle sue maestranze dopo il 2027, chiedendo maggiore chiarezza sul processo che accompagnerà il passaggio a un nuovo modello di gestione.
«L’assessore tace del tutto sul futuro di Akrea e sulle garanzie occupazionali per le sue maestranze – afferma “Per la Nostra Crotone” – lasciando lavoratori e famiglie nell’incertezza su cosa accadrà dopo il 2027».
“Pubblicare tutti i dati”
La richiesta finale è quella di una maggiore trasparenza. Il gruppo consiliare chiede all'amministrazione di pubblicare sul sito istituzionale del Comune tutta la documentazione contabile e i report tecnici relativi al ciclo dei rifiuti.
«Prima di fare promesse elettorali da qui al 2028 che non è in grado di mantenere, l’assessore Megna risponda a queste domande», conclude la nota.
Per “Per la Nostra Crotone”, dunque, il confronto sulla TARI non può limitarsi alle prospettive future: servono numeri, documenti, dati verificabili e risposte immediate su costi, gestione del servizio, finanziamenti e futuro dei lavoratori. La richiesta politica è quella di conoscere oggi le ragioni dell’aumento e soprattutto quali siano, concretamente, le condizioni che potrebbero consentire una riduzione della tariffa negli anni a venire.
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