Tartarughe marine ferite, il WWF Crotone: «Il nostro mare è sempre più pericoloso»

WWF Crotone lancia l’allarme dopo una serie di recuperi lungo la costa: esemplari feriti da reti, lenze, imbarcazioni ed eliche. «Il CRTM è al massimo della capienza»

A cura di Redazione
13 agosto 2026 08:35
Tartarughe marine ferite, il WWF Crotone: «Il nostro mare è sempre più pericoloso» - Foto Uff. Stampa WWF Crotone
Foto Uff. Stampa WWF Crotone
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Sembra sortire effetti sempre più evidenti la presenza di numerose imbarcazioni lungo il mare crotonese. A lanciare l’allarme è il WWF Crotone, che racconta una serie di interventi effettuati nelle ultime ore per soccorrere diverse tartarughe marine Caretta caretta, trovate in gravi condizioni lungo la costa.

Il primo episodio si è verificato lunedì, quando è stata segnalata una tartaruga in difficoltà all’interno del porto vecchio di Crotone. In breve tempo è intervenuta la Capitaneria di porto, che ha recuperato l’animale. Da una prima visita, l’esemplare presentava un cappio attorno al collo e diversi fori sul carapace, provocati da un corpo metallico, probabilmente simile a un bastone. «Non sappiamo se si riprenderà – spiegano dal WWF – e speriamo non sia stato danneggiato un polmone».

La mattina successiva, i volontari hanno recuperato un altro piccolo esemplare di Caretta caretta, questa volta con un arto inferiore ormai in necrosi a causa di una rete. Per salvare l’animale si è reso necessario procedere con l’amputazione dell’arto.

Una terza chiamata è arrivata ancora dalla Capitaneria di porto per il recupero di un esemplare di grandi dimensioni, del peso di circa 50 chilogrammi, trovato a Torretta di Crucoli con un grave danno al carapace. La stessa tartaruga era stata avvistata alcuni giorni prima a Strongoli da alcuni bagnanti. In questo caso, secondo le prime valutazioni, a provocare le gravi ferite sarebbe stata l’elica di un motore. Anche per questo esemplare resta da verificare l’eventuale presenza di danni interni.

A rendere ancora più intense queste ore di lavoro è stato poi un nido in schiusa a Cirò Marina. I volontari del WWF hanno trascorso la notte sul posto, assistendo alla nascita di una decina di piccole tartarughe che, una volta raggiunta la superficie, hanno preso autonomamente la strada verso il mare.

Ieri mattina, infine, un'altra piccola tartaruga è stata recuperata a Torre Melissa. A individuarla è stata un’imbarcazione, che ha notato l’animale in difficoltà, rimasto attaccato a una lenza con un amo finito nello stomaco. Anche in questo caso sarà necessario un intervento chirurgico presso il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Montepaone.

Una sequenza di interventi che riporta al centro dell’attenzione il problema della sicurezza della fauna marina e, in particolare, dei rischi legati alla presenza di reti, lenze e imbarcazioni nelle acque frequentate dalle tartarughe.

Il CRTM è attualmente al massimo della propria capienza. «A breve speriamo di liberare qualche esemplare», spiegano dal WWF, che sottolinea anche le difficoltà legate all'apertura della struttura: «Ci dispiace non essere aperti con continuità, facciamo visite su prenotazione, ma la struttura necessitava di lavori di ristrutturazione e adeguamento necessari».

Dal WWF arriva infine un ringraziamento alla Provincia, che ha investito nei lavori, con l’auspicio che il centro possa tornare al più presto ad aprire con continuità al pubblico.

Le immagini degli animali recuperati raccontano, ancora una volta, quanto sia delicato l’equilibrio dell’ecosistema marino e quanto possano essere determinanti la tempestività delle segnalazioni e l’intervento coordinato tra volontari e Capitaneria di porto.

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