Teatro e riscatto all’Istituto Penitenziario Minorile di Catanzaro, in scena la speranza dei ragazzi

Con “Non ti pago” i giovani detenuti protagonisti di un percorso educativo tra arte, inclusione e memoria di Gennarino Del Re

A cura di Redazione
19 giugno 2026 12:15
Teatro e riscatto all’Istituto Penitenziario Minorile di Catanzaro, in scena la speranza dei ragazzi - Foto: Redazione
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Dietro le sbarre di una casa circondariale ci sono volti, storie, fragilità e speranze che attendono di essere ascoltate. Ci sono giovani che hanno commesso errori, ma che conservano il diritto di immaginare un futuro diverso. In questo percorso di riscatto, il teatro diventa molto più di un'espressione artistica: è uno strumento di crescita, confronto e consapevolezza, capace di abbattere barriere invisibili e restituire dignità attraverso la forza delle emozioni e della condivisione.

Con questo spirito si è rinnovato anche nel 2026 il progetto di teatro-carcere promosso dall'associazione “Finché non capita a te” APS di Crotone all'interno dell'Istituto Penale per i Minorenni di Catanzaro, un'iniziativa che da anni accompagna i giovani detenuti in un percorso educativo fondato sulla responsabilità, sulla collaborazione e sulla scoperta delle proprie capacità.

Il 30 e 31 maggio il teatro dell'Istituto si è trasformato in un luogo di incontro tra arte e inclusione, ospitando la messa in scena di “Non ti pago”, la celebre commedia di Eduardo De Filippo proposta come omaggio a Luca De Filippo e alla sua ultima regia dell'opera. Sul palco sono saliti i ragazzi del laboratorio teatrale – Luciano, Christian, Kevin, Matteo e Jamal – protagonisti di un intenso lavoro svolto nei mesi precedenti tra prove, studio dei personaggi e preparazione dello spettacolo.

Accanto a loro hanno operato i volontari Andrea, Danila, Stefania, Felicia, Eugenio e Maria, mentre Rosy ha curato trucco e acconciature e Marianna ha realizzato le scenografie che hanno dato forma all'allestimento.

Determinante, ancora una volta, il contributo del regista Rodolfo Calaminici, originario di Petilia Policastro, che nel corso degli anni ha saputo trasformare il laboratorio teatrale in una significativa esperienza educativa e artistica all'interno dell'Istituto.

L'iniziativa ha visto inoltre la collaborazione dell'agente della Polizia Penitenziaria Antonio Trapasso e delle educatrici Alessandra Mercantini, Claudia Ambrosio e Liliana Bencivenni, figure che hanno accompagnato e sostenuto il percorso dei ragazzi.

Le due rappresentazioni sono state dedicate alla memoria di Gennarino Del Re, vice direttore dell'IPM di Catanzaro recentemente scomparso. Un ricordo particolarmente sentito, condiviso anche dal direttore dell'Istituto Francesco Pellegrino, presente in entrambe le serate, che ha voluto rendere omaggio al collega e amico con cui aveva condiviso una lunga esperienza professionale.

A testimoniare la vicinanza al progetto sono arrivati anche i videomessaggi di Salvatore Ficarra, impegnato nella tournée teatrale di “Non ti pago” nel ruolo di Ferdinando Quagliuolo, di Nicola Di Pinto, storico interprete del teatro eduardiano, e di Carolina Rosi, attrice e moglie di Luca De Filippo. Particolarmente apprezzata anche la lettera inviata ai ragazzi da Maria Procino, storica archivista della Fondazione Eduardo De Filippo. Tutti hanno espresso parole di incoraggiamento e apprezzamento per il lavoro svolto e per il forte valore umano dell'iniziativa.

La serata conclusiva è stata anche l'occasione per esprimere gratitudine a quanti hanno sostenuto il progetto negli anni. L'associazione ha consegnato una targa alla famiglia De Re, al direttore Francesco Pellegrino, alla Polizia Penitenziaria e all'Area Educativa dell'IPM di Catanzaro. Infine, il presidente dell'associazione Francesco Borrelli e la vicepresidente Francesca Calaminici hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai giovani attori, suggellando un'esperienza che ha lasciato nei partecipanti e nel pubblico un messaggio forte: anche nei luoghi della detenzione possono nascere percorsi di crescita, consapevolezza e rinascita.

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