Trent’anni dalla strage di Capaci, il Prefetto: “I giovani di Crotone devono costruire il futuro”

Trent’anni dalla strage di Capaci, il Prefetto: “I giovani di Crotone devono costruire il futuro”

La lotta alla criminalità non ha pause: sono passati 30 anni della strage di Capaci, dove vennero uccisi dalla mafia il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Tre decenni in cui si è pensato non solo al passato, ma anche al futuro.

E proprio pensando al futuro e alle nuove generazioni  questa sera, presso il Giardino Falcone e Borsellino, in via Morelli,  è stato messo a dimora l’albero di Falcone a cura del Raggruppamento Carabinieri della Biodiversità. C’erano le istituzioni civili e militari, insieme a Libera e Italia Nostra, per ricordare le vittime delle stragi del 1992, e narrare quei giorni alle nuove generazioni. E c’erano infatti i futuri arbitri, i ragazzi dell’Associazione Italiana Arbitri, nella serata accarezzata dal vento  nell’ambito del progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale.“Un albero per il futuro” e Albero di Falcone” promosso dal Ministero della Transizione Ecologica e fortemente voluto dalla fondazione Falcone e dall’Arma dei Carabinieri.

«Piantare un albero non è solo un gesto di educazione ambientale, ma un modo per impegnarsi nel futuro – ha ricordato il colonnello Pucci, il quale ha messo a dimora la pianta  – l’albero non solo migliora l’ambiente ma anche la salute. A questa attività si è unito l’albero di Falcone, prendendo una gemma presa nel giardino di casa sua si è riusciti a trovare delle piantine che sono simboli di legalità per sensibilizzare i ragazzi». (Qui il video)

É stata messa a dimora una gemma duplicata dall’Albero di Falcone, il Ficus macrophylla columnaris magnolioides (simbolo del riscatto civile contro le mafie) che cresce nei pressi dell’abitazione del giudice Giovanni Falcone. E da quella pianta, dunque, deve nascere un fiore rigoglioso.  «A noi cittadini non viene chiesto di rischiare la nostra vita per fare il nostro dovere, a noi cittadini ci viene richiesto di scegliere da che parte stare – sono le parole di Antonio Tata, referente di Libera Nomi, cose e numeri contro le mafie sezione di Crotone – dobbiamo dire che lui lo ha fatto perchè ha avuto il coraggio di andare avanti. A noi viene chiesto di non voltarci dall’altra parte, comportandoci da cittadini responsabili».

Commemorazione degli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e delle donne e degli uomini delle scorte che hanno perso la vita nel compimento del proprio dovere, a cura della Questura di Crotone. Poi la deposizione di fiori sotto le targhe commemorative delle vittime della strage. «I giovani di Crotone devono costruire il futuro», ha aggiunto il Prefetto Carolina Ippolito, mentre il Questore della Provincia di Crotone Marco Giambra ha ricordato «l’onestà, l’impegno e lo scrupolo  perchè o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi».

L’invito di Teresa Liguori, referente di Italia Nostra, è di intolare il giardino di Via Morelli ai “giusti“: «Ritengo che sia importante che i nostri magistrati vengano ricordati non solo nelle due date ma in tutti i giorni dell’anno». Poi, al termine della cerimonia, dei fiori blu e rossi sulla targa dei magistrati e degli agenti della scorta, vittime della mafia. A deporli il Prefetto di Crotone. Mentre questa mattina il Giardino è stato abitato dalle classi quarte dell’Istituto Alcmeone  nel giorno in cui viene ricordata la “Strage di Capaci”, preparando i loro disegni sui giudici Falcone, Borsellino, Morvillo e gli uomini della scorta.