Turismo, Barbuto porta il lavoro grigio in Consiglio regionale
La consigliera M5S chiede controlli e clausole sociali nei bandi: «Basta sfruttamento dei lavoratori stagionali»
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha depositato un'interrogazione in Consiglio regionale della Calabria per chiedere alla Giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto quali iniziative intenda adottare per contrastare il fenomeno del lavoro grigio e dello sfruttamento dei lavoratori stagionali nel comparto turistico.
Secondo Barbuto, le inchieste giornalistiche e i ripetuti richiami delle organizzazioni sindacali descrivono una situazione ormai consolidata, caratterizzata da turni di lavoro estenuanti, contratti part-time solo formali e retribuzioni giudicate insufficienti. Una condizione che, sostiene la consigliera pentastellata, penalizza soprattutto i giovani e rischia di compromettere la qualità del settore turistico calabrese.
La consigliera ha però precisato di non voler generalizzare, sottolineando come il fenomeno dello sfruttamento rappresenti anche una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori che rispettano i contratti collettivi e le norme sul lavoro. «La nostra battaglia – afferma – è al fianco della Calabria sana che produce ricchezza con sacrificio e legalità».
Nel mirino dell'esponente del M5S finiscono anche le dichiarazioni del presidente Occhiuto, che nei giorni scorsi aveva invitato i calabresi a cogliere le opportunità offerte dalla crescita del turismo. Secondo Barbuto, fare impresa non può tradursi nella compressione dei diritti dei lavoratori e le istituzioni non possono limitarsi alla promozione del territorio trascurando le condizioni occupazionali di chi lavora durante la stagione estiva.
Con l'interrogazione, la consigliera chiede inoltre di sapere se il presidente della Regione abbia convocato il Comitato Regionale di Coordinamento, previsto dal D.Lgs. 81/2008, per programmare controlli con Ispettorato del Lavoro e Forze dell'Ordine nelle principali località turistiche della Calabria.
Tra le proposte avanzate figura anche l'introduzione di una clausola sociale nei bandi regionali destinati al settore turistico. L'obiettivo è vincolare l'accesso ai finanziamenti pubblici al rispetto dei contratti collettivi e delle condizioni di lavoro, prevedendo l'esclusione dagli incentivi per le imprese sanzionate per lavoro nero o sfruttamento.
«Lo sviluppo turistico non può poggiare sul dumping salariale – conclude Barbuto –. Sfruttare i giovani significa impoverire il futuro della Calabria e alimentare l'emigrazione. La Giunta chiarisca da che parte intende stare: con il lavoro dignitoso e l'imprenditoria onesta oppure con lo sfruttamento stagionale».
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