Tutti i Santi - Sant’Aurelio e San Feliciano, compatroni di Crotone

Dalla devozione a San Dionigi e alla Madonna di Capo Colonna ai santi Aurelio e Feliciano: la storia dei compatroni dimenticati di Crotone, tra dipinti, reliquie e antiche celebrazioni

A cura di Redazione
01 novembre 2026 13:00
Tutti i Santi - Sant’Aurelio e San Feliciano, compatroni di Crotone  - Foto: Redazione
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La città di Crotone non ha come patroni soltanto San Dionigi l’Areopagita e la Madonna di Capo Colonna, che è anche compatrona dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina insieme a Sant’Anastasia. La storia religiosa crotonese custodisce, infatti, la memoria di altri santi che nel corso dei secoli hanno accompagnato la devozione della comunità.

Nel giorno di Tutti i Santi, il 1° novembre, riscopriamo così anche le figure di Sant’Aurelio e San Feliciano, antichi compatroni della città, la cui memoria è ancora custodita nella Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Crotone.

San Dionigi è il santo protettore della città, ma alla fine del Seicento le celebrazioni cittadine erano dedicate anche a San Feliciano e Sant’Aurelio. Un tempo, inoltre, Crotone festeggiava San Michele Arcangelo il 29 settembre, un'altra figura legata alla tradizione religiosa locale.

A ricordare Sant’Aurelio e San Feliciano è anche un dipinto settecentesco di autore ignoto, collocato nella navata sinistra della Cattedrale, sopra un confessionale moderno. L’opera raffigura i due santi in adorazione del Bambino Gesù e rappresenta una testimonianza della devozione che la comunità crotonese riservava loro.

Come ricorda lo storico crotonese Andrea Pesavento, le principali feste religiose della città erano quelle di Santa Maria del Capo, celebrata nella Domenica in Albis, di San Dionisio, patrono principale festeggiato il 9 ottobre, e dei due patroni considerati meno principali: Sant’Aurelio, il 3 settembre, e San Feliciano, il 20 ottobre.

Anche le reliquie dei due santi, oggi custodite presso il Duomo, raccontano questa storia. Un tempo erano esposte nella navata destra, nella cappella che ospita la venerata effigie della Madonna di Capo Colonna, come documenta lo stesso Pesavento. Oggi sono conservate nella sagrestia del Duomo.

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