Ufficio Immigrazione a Crotone, il SIULP contesta l'ipotesi di trasferimento
Il sindacato solleva dubbi sulla destinazione dei locali di via Miscello da Ripe: «La salute degli operatori non è una voce di bilancio da comprimere»
L'ipotesi di trasferire l'Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone nei locali di via Miscello da Ripe accende il confronto sindacale. A intervenire è il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), attraverso la Segreteria provinciale di Crotone, che esprime forti perplessità su una possibile riorganizzazione degli spazi, mettendo al centro le condizioni di lavoro degli agenti e la sicurezza degli utenti.
La notizia, secondo quanto riferito dal sindacato, sarebbe stata appresa informalmente e riguarderebbe il plesso di via Miscello da Ripe, già utilizzato dalla Polizia di Stato e destinato, tra le altre funzioni, all'Ufficio Tecnico Logistico.
A sollevare le maggiori preoccupazioni è soprattutto l'idoneità degli ambienti a ospitare un ufficio aperto al pubblico. Il SIULP, attraverso il suo rappresentante Giammarino, utilizza parole particolarmente dure: «È sufficiente cambiare l'etichetta a un ambiente per trasformare un garage in un ufficio aperto al pubblico?».
Il riferimento è alla necessità di garantire spazi adeguati, servizi igienici, impianti a norma, accessibilità, sicurezza e salubrità, sia per il personale di polizia sia per i cittadini che quotidianamente si rivolgono all'Ufficio Immigrazione.
Nel comunicato il sindacato ricorda che dal 2020 il plesso di via Miscello da Ripe è stato reso funzionale attraverso fondi pubblici per circa 84 mila euro, oltre agli investimenti effettuati per scaffalature, impianti, rete dati, videosorveglianza e arredi. Un eventuale trasferimento comporterebbe, secondo quanto riferito al SIULP, ulteriori interventi significativi: demolizioni, opere murarie, controsoffitti, finestre, nuovi servizi igienici anche per il pubblico, adeguamento degli impianti e una soluzione per l'accessibilità verticale, considerata l'attuale assenza di un ascensore.
Il sindacato richiama inoltre la necessità di considerare interventi più ampi già ipotizzati in passato, tra cui l'adeguamento sismico e la bonifica dal rischio radiologico. Da qui la domanda sulla reale convenienza economica e organizzativa di un'operazione che potrebbe richiedere ulteriori risorse pubbliche.
Il SIULP precisa di non contestare la necessità di individuare locali adeguati per l'Ufficio Immigrazione, né le difficoltà operative di un servizio che accoglie quotidianamente numerosi utenti. La criticità principale, secondo il sindacato, riguarderebbe il front-office della Questura, dal momento che una parte rilevante delle attività viene già svolta presso il Regional Hub di Isola di Capo Rizzuto.
Per questo, prima di procedere con eventuali trasferimenti, viene chiesta una valutazione approfondita di tutte le alternative, considerando costi, funzionalità, sostenibilità e conseguenze sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.
Nel mirino anche le modalità con cui sarebbe stata avviata l'istruttoria. Il sindacato lamenta infatti la presunta assenza di una preventiva informazione alle rappresentanze sindacali, nonostante le possibili ricadute sull'organizzazione del lavoro e sulle condizioni ambientali del personale.
Il riferimento normativo è al decreto legislativo 81 del 2008, che disciplina la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo il SIULP, le peculiarità del servizio di polizia non possono diventare una giustificazione per derogare alle garanzie previste a tutela degli operatori.
La posizione del sindacato è netta: se il trasferimento dovesse essere formalizzato senza adeguate garanzie e senza un confronto effettivo, saranno intraprese iniziative sindacali, amministrative e istituzionali nelle sedi competenti.
Una presa di posizione che riporta al centro una questione delicata: la necessità di assicurare spazi funzionali per un servizio pubblico importante, senza sacrificare la dignità e la sicurezza di chi vi lavora e dei cittadini che quotidianamente ne usufruiscono.
«I poliziotti meritano rispetto. E il rispetto comincia dai luoghi nei quali viene chiesto loro di lavorare», conclude il SIULP.
16.9°