Ugo Pugliese: «Grazie a chi mi ha restituito la vita»
Dopo l’infarto, l’ex sindaco ringrazia medici e operatori sanitari dell’ospedale San Giovanni di Dio e della Clinica Santa Rita: «Professionalità e umanità che meritano di essere raccontate»
Ci sono momenti nella vita in cui tutto si ferma e le certezze lasciano spazio alla paura. È in queste circostanze che si comprende fino in fondo quanto siano preziosi la vita, il tempo e le persone che, con competenza e dedizione, si prendono cura di noi. È la riflessione affidata a una lunga testimonianza da Ugo Pugliese, già sindaco di Crotone, che dopo essere stato colpito da un infarto ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine al personale sanitario che lo ha assistito.
Un’esperienza personale difficile, che si è trasformata anche in un riconoscimento del valore di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari incontrati durante le giornate di ricovero e di cura. «Ho conosciuto da vicino una sanità fatta di professionalità, preparazione, umanità e senso del dovere. Una sanità che merita di essere raccontata, riconosciuta e difesa», scrive Pugliese.
Un ringraziamento particolare è rivolto alla dottoressa Mongiardo e a tutta la sua équipe del nuovo reparto di Emodinamica, definito «tanto prezioso quanto vitale». Parole di riconoscenza anche per il dottor Sulla e per tutto il personale dell’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) e del reparto di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, per la tempestività, la competenza e la professionalità dimostrate in una situazione nella quale, sottolinea, «ogni minuto può fare la differenza».
Nel messaggio trova spazio anche la Clinica Santa Rita di Cirò Marina, dove Pugliese afferma di aver trovato assistenza, disponibilità e professionalità. Un riconoscimento rivolto a tutte le persone che, con ruoli differenti, hanno contribuito ad accompagnarlo in un momento di particolare fragilità.
«Dietro ogni cartella clinica c’è un essere umano con le proprie paure, le proprie fragilità e il desiderio di tornare alla vita di tutti i giorni», osserva, sottolineando come la qualità dell’assistenza non dipenda soltanto dalle capacità tecniche, ma anche dall’attenzione, dal rispetto e dalla sensibilità dimostrati nei confronti dei pazienti.
Da qui nasce una riflessione più ampia sul sistema sanitario. Pugliese riconosce che disservizi, ritardi e difficoltà organizzative esistono e non devono essere negati, ma invita a non trasformare le criticità in un giudizio negativo generalizzato su chi lavora quotidianamente nelle strutture sanitarie.
«Non è giusto che il lavoro silenzioso di tanti professionisti venga oscurato da generalizzazioni», afferma, ricordando gli anni di studio, i sacrifici, l’aggiornamento continuo, i turni difficili e le grandi responsabilità che accompagnano il lavoro di chi si occupa della salute delle persone.
Per l’ex sindaco, riconoscere il merito significa compiere un atto di giustizia. Ringraziare, spiega, non è una formalità, ma un modo per far sapere a queste donne e a questi uomini che il loro impegno conta e che il bene compiuto non passa inosservato.
Ma il messaggio assume anche una dimensione personale e civica quando Pugliese torna a parlare del rapporto con Crotone, la città alla quale ha dedicato una parte importante della propria vita e del proprio impegno pubblico.
«Crotone mi ha tolto tanto, ma oggi mi ha restituito la vita» è la frase che sintetizza il significato più intimo della sua testimonianza. Un pensiero che nasce dal confronto con una prova difficile e che lo porta a guardare con occhi diversi la propria comunità, distinguendo «ciò che passa da ciò che resta».
Nel corso della vita pubblica, scrive, si attraversano stagioni diverse, segnate dal sostegno ma anche dalla distanza, dall’incomprensione e dall’amarezza. Eppure, proprio quando la fragilità della vita diventa più evidente, si comprende quanto siano importanti le relazioni umane, al di là delle appartenenze, delle polemiche e delle distanze.
«L’appartenenza a una città si misura soprattutto nella capacità di non rinnegare le proprie radici, di non lasciarsi vincere dal risentimento e di continuare a guardare alla propria comunità con lo stesso sentimento di sempre», afferma Pugliese, ribadendo di non aver mai smesso di sentirsi legato a Crotone.
La conclusione è un invito rivolto all’intera comunità: imparare a riconoscere ciò che funziona, valorizzare le competenze e sostenere chi opera con serietà. Perché la sanità, oltre alle risorse economiche, all’organizzazione e alle strutture adeguate, ha bisogno anche della fiducia dei cittadini.
Una fiducia che, secondo Pugliese, si costruisce riconoscendo il lavoro di chi ogni giorno si prende cura degli altri. E che, dopo un’esperienza capace di cambiare la prospettiva sulle cose, trova la sua espressione più semplice e autentica in poche parole: grazie a chi, con professionalità e umanità, gli è stato accanto nel momento più difficile.
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