Un bambino su quattro é vittima di bullismo
Il CNDDU propone di riconoscere “la sicurezza relazionale scolastica come dimensione esplicita dei livelli essenziali delle prestazioni educative”
Il CNDDU richiama l’attenzione istituzionale sui risultati del monitoraggio 2024-2025 della Piattaforma Elisa, evidenziando che “circa un bambino su quattro sperimenta forme di bullismo e una quota significativa vive esperienze di cyberbullismo”. Il fenomeno non va visto come “conflittualità fisiologica tra pari”, ma come “indicatore strutturale della qualità relazionale del sistema educativo e della concreta esigibilità dei diritti degli studenti”.
Il bullismo oggi è più complesso, con dimensioni fisiche, verbali, reputazionali e digitali, e “colpisce più frequentemente chi percepisce — o viene percepito — come diverso”, configurandosi come “una violazione concreta del principio di uguaglianza sostanziale” e influenzando direttamente “il diritto all’istruzione e sul pieno sviluppo della persona”.
I dati
Le evidenze ISTAT, UNESCO, UNICEF, OCSE e OMS mostrano che la vittimizzazione impatta “sul benessere emotivo, sulla partecipazione scolastica e sui percorsi formativi”, aumentando “il rischio di dispersione e di esclusione sociale” e creando “maggiori bisogni sanitari e esiti negativi di lungo periodo”.
Obblighi giuridici
“La sicurezza relazionale rientra negli obblighi organizzativi della scuola” e richiede “prevenzione strutturata, individuazione precoce e procedure chiare”. Tuttavia, “la distanza tra strumenti disponibili e percezione degli studenti” evidenzia un deficit di tutela reale. Il CNDDU propone di riconoscere “la sicurezza relazionale scolastica come dimensione esplicita dei livelli essenziali delle prestazioni educative”, rendendo “verificabile l’effettività degli interventi” e collegando “il benessere relazionale agli indicatori di qualità del sistema di istruzione”. Il dato “un bambino su quattro” rappresenta “una soglia di responsabilità istituzionale” e invita a considerare “la qualità relazionale come parametro strutturale della scuola democratica”.
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