Una luce per Denise, nel luogo di Lea Garofalo: Petilia si stringe nel ricordo

La comunità di Petilia si raccoglie attorno al ricordo della figlia di Lea Garofalo. Fiaccole, testimonianze e l’appello delle istituzioni a reagire insieme

A cura di Redazione
19 settembre 2026 20:45
Una luce per Denise, nel luogo di Lea Garofalo: Petilia si stringe nel ricordo - Foto: Redazione
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La luce delle fiaccole ha attraversato le strade di Petilia Policastro per ricordare Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, scomparsa a 35 anni lo scorso 10 settembre. Una comunità si è raccolta attorno al dolore della famiglia, trasformando il ricordo in un momento di vicinanza, memoria e riflessione.

La fiaccolata è stata organizzata dall’Amministrazione comunale di Petilia Policastro insieme alle associazioni del territorio. Tra i presenti anche Marisa Garofalo, sorella di Lea, che ha portato la propria testimonianza in una serata segnata dal dolore, ma anche dalla volontà di non lasciare cadere nel silenzio la storia di Denise.

Il corteo, partito nei pressi della Casetta sociale, ha raggiunto il monumento dedicato a Lea Garofalo, la madre di Denise e testimone di giustizia uccisa dal marito dopo essersi ribellata al potere delle cosche di Petilia Policastro.

Proprio davanti a quel monumento, con le fiaccole strette tra le mani, il ricordo di madre e figlia si è fatto ancora più intenso. Denise, a soli 18 anni, aveva trovato il coraggio di denunciare la scomparsa della madre e aveva poi testimoniato contro il padre nel processo per l'omicidio di Lea. Fino al 2018 era stata inserita nel programma di protezione per i testimoni, vivendo sotto una nuova identità.

A testimoniare la vicinanza delle istituzioni erano presenti numerosi sindaci e rappresentanti istituzionali, tra cui il consigliere regionale Sergio Ferrari, il presidente della Provincia di Crotone Antonio Ammirati, l’assessore del Comune di Crotone Dalila Venneri e il sindaco di Petilia Policastro Simone Saporito.

Saporito: «Petilia non vuole girarsi dall’altra parte»

«Siamo con una fiaccola in mano perché Petilia Policastro non vuole girarsi dall’altra parte», ha detto il sindaco Simone Saporito. «Oggi Petilia l’abbraccia, come avrebbe voluto fare. Non è solo un corteo, ma una scelta. Con questa luce in mano vogliamo stare dalla parte giusta, dalla parte delle donne che si ribellano e dicono no, dalla parte della giustizia, dalla parte della verità».

Il sindaco ha poi ricordato la giovane età di Denise quando decise di denunciare la scomparsa della madre. «Denise aveva 18 anni quando ha trovato il coraggio di denunciare la sparizione della madre. Ha portato un peso che nessuna ragazza dovrebbe portare da sola, con una storia familiare segnata dal dolore», ha aggiunto Saporito, ringraziando le associazioni che hanno contribuito alla manifestazione.

Al termine della fiaccolata è stata piantumata una magnolia accanto al monumento dedicato a Lea. Un gesto scelto come simbolo di «dignità e purezza», con l'idea che, proprio in quel luogo, «madre e figlia» possano restare insieme nella memoria.

Rivolgendosi soprattutto ai giovani, il sindaco ha sottolineato il valore della memoria come scelta quotidiana contro il ricatto e la cultura mafiosa.

«Petilia è altro, è la luce che vedo nei vostri occhi e nella nostra comunità non c'è spazio per la 'ndrangheta», ha affermato.

Ferrari: «Deve reagire tutta la comunità»

Nel corso della manifestazione è intervenuto anche il consigliere regionale Sergio Ferrari, che ha sottolineato la necessità di una risposta che coinvolga l'intera comunità e non soltanto le istituzioni.

«Il segnale per reagire deve arrivare da tutti. Non deve reagire solo l'istituzione o le forze dell'ordine, bisogna reagire tutta la comunità», ha detto Ferrari. «Dobbiamo tradurre tutto questo in azioni concrete. Ci aspettiamo che ogni singolo cittadino faccia la sua parte», ha aggiunto il consigliere regionale.

Ammirati: «Le istituzioni devono alzare la guardia»

Sulla necessità di mantenere alta l'attenzione è intervenuto anche il presidente della Provincia di Crotone Antonio Ammirati, che ha definito quella di Denise una vicenda tragica e ha richiamato il ruolo delle istituzioni nella prevenzione.

«Un evento tragico, quindi è chiaro che le istituzioni devono alzare la guardia per evitare che queste morti tragiche possano ripetersi», ha affermato Ammirati.

Parole che si inseriscono nel significato più ampio della fiaccolata: non soltanto ricordare Denise, ma interrogarsi sulle responsabilità della comunità e delle istituzioni e sulla necessità di costruire una rete capace di riconoscere il disagio e intervenire prima che sia troppo tardi.

Il dolore di Marisa Garofalo e le parole lasciate da Denise

La serata ha avuto uno dei momenti più toccanti nella testimonianza di Marisa Garofalo, sorella di Lea e zia di Denise.

«Non era felice, ha vissuto la solitudine, la sofferenza, e nemmeno la nascita di suo figlio Nicolò, di quattro anni, è riuscita a tenerla in vita», ha raccontato.

Poi una frase che racchiude tutto il dolore della famiglia: «Tutti abbiamo fallito, tutti abbiamo fallito, istituzioni comprese. Non siamo riusciti a tenere in vita Denise. L'errore si ripete, la stessa tragedia. Quello che è successo a Lea è successo a Denise».

Marisa ha quindi letto alcune righe scritte dalla stessa Denise e dedicate alla madre. Uno scritto intimo, nel quale la giovane raccontava Lea, ricordandone anche le imperfezioni e la forza.

«Era umanamente imperfetta, ma per questo amabile», aveva scritto Denise. E ancora: «Si chiamava Lea, Lea, Leonessa in questa giungla di cemento. Nome perfetto dato il suo temperamento, la sua attitudine grintosa».

Nel ricordo della figlia emergeva anche la vitalità della madre: «La sua risata era catartica, liberatoria. Come se ridendo si potesse liberare dai suoi tormenti, dolori, traumi».

Lo scritto si chiudeva con una promessa d'amore verso la madre: «E ora tocca a me farti danzare nelle mie gambe, sulle mie gambe. Nuotare controcorrente nelle acque salate, volare oltre il limite del cielo. Te lo devo perché tu hai dato la vita per me, per darmi un futuro dignitoso».

Quella promessa, letta davanti al monumento di Lea Garofalo, ha accompagnato una serata in cui le fiaccole sono diventate il simbolo di una comunità che ha scelto di ricordare Denise e Lea, tenendo accesa una luce contro il silenzio e l'indifferenza.

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