Ferragosto e la tradizione dell'anguria fresca.... in acqua! 

Mettere l'anguria in acqua: è il primo gesto che si compie appena arrivati al mare

A cura di Redazione
15 agosto 2026 09:00
Ferragosto e la tradizione dell'anguria fresca.... in acqua!  - Foto: Redazione
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C’è un’usanza antica, che molti nostri lettori non hanno dimenticato, che è l’anguria in acqua. Sì, che sia mare o montagna poggiato in un ruscello, l’anguria mantiene la propria freschezza nell’acqua. È il primo gesto che si compiva appena arrivati a mare nel giorno di Ferragosto, l’apoteosi della calda estate, in Sila tra Camigliatello, Germano o Trepidò.

Finito il pranzo anticipato dalle vrasciole, dopo il contorno si toglieva “u mulunu” dall’acqua per tagliare fette belle fresche e mangiarne tutti in compagnia. Molte tradizioni ormai stanno si stanno gradualmente perdendo ma nel cuore e nei ricordi di coloro più avanti con l’età alcune rimangono indelebili. A parlarci di questa tradizione è il Sig. Antonio, un nostro lettore. «Quando si vive la giornata di Ferragosto la prima cosa che in genere si tende a fare è quella, appena arrivati in Montagna (o al mare) di andare a trovare una fonte di refrigerio per “u mulunu”. Che sia piccolo o grande fa poca differenza».

Ma come nasce l’idea di immergerlo nell’acqua? «L’idea – rilancia il signor Antonio -, è dettata dalla calura estiva. Per contrastare il caldo e accululare liquidi in corpo uno dei prodotti migliori è l’anguria. Noi la chiamiamo in dialetto “Mulunu” e tendiamo a dire, a fine pranzo o cena mangiamo “u mulunu”. Bhe, come si può immaginare di certo non si può mangiare caldo. Per questo motivo al mare si tende ad inserirlo nell’acqua, cercando però di non farlo trascinare in mare. In montagna, invece, c’è un modo di fare che è comune a molti. Se si riesce a trovare un ruscello lo si immerge a pelo d’acqua e lo si blocca con delle grosse pietre in modo che non venga trascinato dalla corrente. A volte, però, c’è anche chi usufruisce di alcune fontanelle presenti per rifornire la gente d’acqua. Cosa si fa? Lo si inserisce nella vasca della fontana – che spesso non ha margherita ma è ad acqua corrente – e così facendo lo stesso viene “refrigerato” naturalmente».

Ma “U mulunu” non è da confondere con il gialletto, molone chiamato “mulunu” per errore da alcuni. «Su questa tematica – conclude il Sig. Antonio c’è ad dire che ogni paese, ogni territorio ha un modo differente. C’è chi lo chiama “U cucummiru” e chi “U mulunu”, c’è tanto da scoprire su usi e costumi crotonesi. Una è però la costante: la giornata del 15 agosto, il Ferragosto non è conclusa in bellezza se sulla tavole non si presenta a fine pasto una fetta di anguria, fresca».

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