Unrae, mercato dell’auto chiude il 2025 in flessione del 2,1% rispetto all’anno precedente
L'ultimo mese dell'anno contribuisce con un lieve segno positivo
ROMA (ITALPRESS) – Il mercato delle autovetture in Italia chiude il 2025 in linea con le previsioni formulate da UNRAE, attestandosi a 1.525.722 immatricolazioni complessive, in flessione del 2,1% rispetto alle 1.558.720 unità dell’anno precedente, e confermando un divario del 20,4% rispetto ai livelli del 2019. L’ultimo mese dell’anno contribuisce con un lieve segno positivo: con 108.075 vetture immatricolate, dicembre segna un incremento del 2,2% rispetto alle 105.726 unità registrate nello stesso periodo del 2024.
Il programma di sostegno governativo del MASE rivolto alle vetture a propulsione elettrica ha generato complessivamente circa 55.700 voucher, quasi interamente convalidati entro le scadenze stabilite dalle prime due finestre di prenotazione dei fondi disponibili. In seguito alle stesse, sono rimasti non validati 1.881 voucher, i cui fondi sono tornati fruibili il 23 dicembre ed esauriti nell’arco di poche ore. Gli incentivi del MASE hanno influenzato significativamente la quota di mercato delle vetture elettriche pure, che nell’ultimo mese ha raggiunto l’11,0% del totale con 12.078 unità complessive: un raddoppio rispetto al 5,4% di dicembre 2024, ma un lieve arretramento rispetto al 12,2% di novembre, anch’esso già influenzato dagli incentivi sulle auto “in pronta consegna”. Questo fenomeno ha ovviamente influenzato le emissioni di CO2, diminuite nel corso di dicembre di 13,8 g/Km (-11,7%). L’impatto degli incentivi proseguirà ancora per qualche mese, ma sussiste il rischio concreto che la domanda torni a fermarsi appena terminato questo effetto. I veicoli ibridi plug-in (PHEV) a dicembre raggiungono una quota del 9,3%, in aumento rispetto al 3,4% dello stesso mese del 2024 e al 7,2% di novembre 2025, beneficiando sia dell’ampliamento progressivo dell’offerta di modelli disponibili sia delle nuove aliquote fiscali sulle vetture aziendali in regime di fringe benefit.
La quota complessiva delle vetture ricaricabili raggiunge quindi il 20,3% a dicembre, ma nei 12 mesi si ferma al 12,7%, suddiviso in parti quasi uguali fra BEV (6,2%) e PHEV (6,5%). Il 2025, un anno cruciale, si conferma così un altro anno perso per la transizione energetica. Pur rimanendo ancora ben lontane dal resto d’Europa, le auto BEV hanno mostrato una elevata reattività agli incentivi, in un mercato che resta in stato di sofferenza ormai strutturale. Ciononostante, a dispetto di alcuni rumours potenzialmente solo dannosi, ad oggi non sussiste alcuna indicazione concreta su misure di incentivazione per il 2026.
Sul fronte europeo, lo scorso 16 dicembre la Commissione ha pubblicato il tanto atteso “Pacchetto automotive”, il cui elemento centrale è la revisione degli obiettivi sulle emissioni di di CO2: la riduzione delle emissioni di CO2 dal 2035 sul 2021 non sarà più del 100% ma del 90%. Nel 10% residuo potranno rientrare tecnologie diverse, ma le emissioni andranno compensate mediante crediti ottenuti attraverso l’impiego di acciaio verde “Made in EU” e di carburanti rinnovabili sostenibili (e-fuels, biofuels e biogas). L’obiettivo del Pacchetto, pur introducendo una certa flessibilità, ribadisce l’ambizione verso una mobilità a zero emissioni, con un ruolo primario per l’auto elettrica (soprattutto su flotte aziendali e vetture dei segmenti inferiori).
UNRAE sottolinea come la proposta della Commissione sia una base di partenza, ma non ancora soddisfacente: “Permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale. Accogliamo però con favore la riapertura del dialogo con il settore, un segnale necessario, e siamo pronti come UNRAE ad un confronto attivo per incidere concretamente sulle decisioni finali”, dichiara il Presidente UNRAE, Roberto Pietrantonio.
“La transizione deve essere efficace e praticabile, non solo ambiziosa, e per diventarlo ha bisogno di realismo e di ascolto. Servono strumenti adeguati, quali una revisione della fiscalità delle auto aziendali, uno sviluppo diffuso delle infrastrutture di ricarica elettrica e delle tariffe di ricarica accessibili. Anche l’Italia deve fare la sua parte. Con una fiscalità delle auto aziendali allineata alle best practice europee in chiave “verde” crescerebbero gli acquisti di auto green, aumenterebbe la diffusione di veicoli virtuosi e si accelererebbe il ricambio del parco circolante, originando un usato di ultima generazione per le classi sociali meno abbienti. Ne beneficerebbero non solo ambiente, sicurezza stradale e imprese, ma anche l’erario che otterrebbe risultati migliori con minori investimenti”, conclude Roberto Pietrantonio.
Secondo le analisi condotte dall’Associazione, attraverso limitati aggiustamenti ai parametri fiscali relativi alla deducibilità delle auto aziendali, sarebbe infatti sufficiente un impegno a carico dell’erario di soli 85 milioni di euro (al netto dell’extragettito) per incentivare oltre 100.000 autovetture green nella fascia 0-60 g/km. La Delega Fiscale, recentemente prorogata al 31 dicembre 2026, rappresenta un’occasione imperdibile per intervenire in tal senso.
– Foto screenshot UNRAE –
(ITALPRESS).
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