Venti anni di lotte a Crotone del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati

Venti anni di lotte a Crotone del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati

«Siamo stati i primi in Calabria e secondi in Italia»: il Comitato Pari Opportunità dell’ordine degli Avvocati di Crotone spegne venti candeline. I passi, per la difesa e la tutela dei diritti delle donne e delle minoranze, sono stati tanti. Per celebrare il ventennale un convegno ieri mattina, presso il Tribunale di Crotone, voluto della presidente Teresa Battagaglia, alla presenza dei componenti del Comitato e le presidenti della rete dei comitati pari opportunità degli ordini forensi della Calabria.

«Ogni giorno sentiamo parlare di pari opportunità – ha dichiarato la presidente Battigagliae i grandi passi fatti oggi permettono, a me e alle altre donne, di non dover fare le lotte di coloro che mi hanno preceduta. E’ stata un’attività lunga e voglio ricordare le due presidenti prima di me, ovvero l’avvocata Raffaella Dattolo che si è battuta tanto, e poi l’avvocata Giovanna Pignolo. Sono onorata perchè ritengo di essere un loro proseguo naturale». Un Comitato che non nasce solo per le donne, intervenendo dove vi sono penalizzazioni: «Un tema dibattuto è il fallimento del DDL Zan, e dove si parla di genere non intendiamo solo il genere femminile o maschile, ma anche le tematiche LGBT e interveniamo dove vi sono discriminazioni».

Il Comitato ha contribuito alla nascita della Legge sul doppio cognome, l’approvazione delle quote rose e la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa col presidente del Tribunale affinchè venisse riconosciuto come legittimo impedimento la gravidanza «Abbiamo contribuito affinchè la cultura delle pari opportunità venisse diffusa nel foro e fuori il foro  – ha aggiunto la prima presidente del Comitato, avvocato Raffaella Dattoloci siamo battuti sulla costruzione di un asilo nido nel tribunale, ad oggi questo purtroppo non ci siamo riusciti». Poi anche l’istituzione gratuita della consulenza delle donne vittime di violenza, collaborando con le altre istituzioni affinchè venisse dato un supporto».

Danilo Ruberto