Ventidue anni fa la furia dell’Esaro che mise in ginocchio la città

Ventidue anni fa la furia dell’Esaro che mise in ginocchio la città

Il ricordo dell’alluvione del 14 ottobre 1996 è ancora vivo tra i crotonesi. Oggi nella chiesa del S.S. Salvatore, la santa messa in suffraggio delle sei vittim

14 ottobre 1996. Tuona ancora forte nella mente e nel cuore dei crotonesi il ricordo di quel lunedì di 22 anni fa, quando una forte ondata di maltempo si abbatte su Crotone e sui comuni della provincia seminando morte e distruzione e causando ingenti danni – si parla di 2 miliardi – anche all’economia del territorio.

Numerosi prefabbricati industriali furono spazzati via dall’acqua, e la zona commerciale e industriale della città fu letteralmente devastata. È ancora vivo il ricordo della furia dell’Esaro che in pochi minuti travolge tutto, strade, auto, case, vite. Quel fango che sporca e distrugge sogni, speranze, che porta la morte. Il 14 ottobre 1996, in sole tre ore, cadono 200 mm di acqua.

In poco tempo la città viene travolta dalle onde impetuose del corso d’acqua che la attraversa in più punti. Tragica la situazione in alcuni quartieri: da Fondo Gesù a Gabelluccia, da Farina a San Giorgio, la situazione è incontrollabile. Case allagate, macchine, animali, detriti, qualsiasi cosa si trova per strada viene violentemente trascinata dall’acqua. Chi se lo scorda il colore tetro del fango? Chi se le scorda le grida d’aiuto degli studenti che per mettersi in salvo salgono sui tetti delle scuole?. Chi se lo scorda quell’assordante rumore degli elicotteri in volo? Chi se la scorda l’immagine del ponte che crolla? Ci sono persone intrappolate nelle abitazioni, con l’acqua che arriva alla gola, ci sono dispersi.

C’è anche la prima vittima, e poi la seconda, la terza, la quarta e poi due giovani che non si trovano e che non si troveranno mai. E per queste sei anime oggi, come ogni anno, alle ore 11;00, nella chiesa del santissimo Salvatore a Fondo Gesù sarà celebrata una santa messa. In ricordo delle vittime sarà poi deposta, sul letto del fiume esaro, una corona di fiori. Il giorno del ricordo segue altri giorni segnati dalla paura.

Il maltempo che ha flaggellato la Calabria la scorsa settimana ha fatto tornare alla mente quel tragico evento di 22 anni fa. Questa volta però Crotone ha resistito, con fatica e paura, ma ce l’ha fatta. Impeccabile il lavoro dell’unità di crisi e d’emergenza che è riuscita ad evitare danni gravi e perdite di vite umane. I nubifragi che hanno investito il territorio crotonese, e calabrese in generale, sono stati infatti molto violenti, si temeva per l’incolumità delle persone tanto da spingere il sindaco di Crotone Ugo Pugliese, ad emettere un vero e proprio coprifuoco. «Questi giorni – ha detto il primo cittadino – sono stati difficili per la città ma la comunità li ha vissuti con responsabilità e grande maturità. Oltre 600 mm di pioggia caduta sul territorio comunale senza gravissime criticità, non sono risultati occasionali». La natura è indomabile e imprevedibile ma la prevenzione è possibile.

V. R.