“Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio”, Dante incontra la Madonna di Capocolonna
Presentato a Crotone il volume curato dalla Società Dante Alighieri. Monsignor Torriani: «Il tentativo è far dialogare la cultura alta con la tradizione popolare e la nostra fede»
La figura della Madonna di Capocolonna, la preghiera di San Bernardo nel XXXIII canto del Paradiso e la devozione mariana radicata nel territorio crotonese si incontrano nel volume “Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio – Discorsi sulla figura della Madonna nella Commedia e nella devozione”, presentato ieri sera nella sede del Comitato di Crotone della Società Dante Alighieri, in Vico Caloiro.
Il libro, curato dalla Società Dante Alighieri - Comitato di Crotone e pubblicato dalle Edizioni di Palazzo delle Lezze, raccoglie contributi di diversi autori che affrontano la figura di Maria attraverso la letteratura dantesca, la riflessione teologica e la storia del culto mariano a Crotone. Un lavoro nato dall'idea di mettere in relazione la tradizione letteraria con la fede popolare, che diventa dunque patrimonio culturale.
A ricostruire l'iniziativa è stato monsignor Alberto Torriani, arcivescovo della diocesi di Crotone-Santa Severina, che ha ricordato come il progetto abbia preso forma da una conversazione avvenuta circa un anno e mezzo fa con gli amici della Dante Alighieri.
«Durante quella chiacchierata è stato espresso il desiderio di rileggere la figura di Maria, cara alla nostra città e alla nostra terra di Crotone, facendola dialogare con la Commedia di Dante», ha spiegato Torriani. Da quell'idea sono seguiti altri incontri e confronti, fino alla realizzazione del volume.
«Il tentativo è far dialogare la cultura, quella che viene definita alta, con la tradizione popolare, con la nostra fede popolare, che è anch'essa portatrice di cultura», ha aggiunto l'arcivescovo, sottolineando il lavoro compiuto dagli autori e dal Comitato crotonese per mettere in relazione l'opera dantesca con la devozione mariana del territorio.
Il legame con la Madonna di Capocolonna
La presidente del Comitato di Crotone della Società Dante Alighieri, Antonella Cosentino, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla pubblicazione. L'idea è nata con l'arrivo di monsignor Torriani alla guida dell'arcidiocesi: in occasione di un incontro con il nuovo arcivescovo, il Comitato aveva manifestato la propria disponibilità a collaborare a iniziative culturali.
La proposta del presule è stata quella di affiancare alla celebrazione della festa della Madonna il XXXIII canto del Paradiso, dedicato alla preghiera alla Vergine. Da qui il coinvolgimento della Società Dante Alighieri nazionale, che ha sostenuto il progetto e indicato uno degli studiosi chiamati a contribuire alla pubblicazione, Aldo Onorati, assente alla presentazione per motivi di salute.
«Per noi è un momento molto importante perché riusciamo a coniugare il legame con il territorio, il culto della Madonna di Capocolonna, la mission della Dante Alighieri e il contributo di monsignor Torriani e di monsignor Parisi», ha affermato Cosentino, evidenziando il valore di un'opera che unisce approfondimento culturale e radici locali.
Monsignor Parisi: «Maria, umile più che alta creatura»
Tra gli autori del volume figura monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, che ha approfondito il significato della figura mariana nella preghiera conclusiva della Divina Commedia e il rapporto tra la grandezza di Maria e la sua condizione di creatura.
Il Vescovo Parisi ha richiamato il verso dantesco «Vergine Madre, figlia del tuo Figlio», soffermandosi in particolare sull'espressione «umile più che alta creatura», tratta dalla preghiera di San Bernardo alla Vergine.
Il suo contributo, ha spiegato, prende le mosse anche dalla nota dottrinale sul culto mariano pubblicata nel novembre 2025 dal Dicastero per la Dottrina della Fede. L'intento è stato quello di esaminare criticamente alcuni titoli attribuiti a Maria, confrontandoli con i riferimenti biblici e con la tradizione della Chiesa.
«Maria è grandissima, ma va guardata sul piano della creaturalità», ha ricordato. Una prospettiva che, secondo il vescovo, permette di comprendere anche la possibilità per gli esseri umani di collaborare, ciascuno secondo la propria condizione, all'opera della redenzione.
Per il presule la figura della Vergine non rappresenta soltanto il punto di arrivo della Divina Commedia, ma è un riferimento che attraversa l'intero percorso dantesco, dall'Inferno al Purgatorio fino al Paradiso.
Christian Palmieri e la storia del culto mariano
Un approfondimento storico è stato affidato a Christian Palmieri, che ha concentrato la propria ricerca sulle manifestazioni del sacro nel territorio crotonese e sull'evoluzione della devozione alla Madonna di Capocolonna nel corso dei secoli.
«Abbiamo voluto contribuire a far rivivere i legami profondi della città e del territorio con la figura della Vergine Maria di Capocolonna», ha spiegato Palmieri, precisando di aver affrontato il tema da una prospettiva storica più ampia.
Il suo contributo ricostruisce le origini e lo sviluppo del culto mariano, con riferimenti alle testimonianze della devozione tra il XVI e il XVII secolo e alle sue manifestazioni più recenti. Un percorso che consente di leggere la tradizione religiosa non soltanto come esperienza di fede, ma anche come elemento della storia e dell'identità della comunità.
La Società Dante Alighieri e il patrimonio culturale crotonese
Alla presentazione è intervenuto anche Salvatore Italia, consigliere centrale della Società Dante Alighieri, che ha espresso apprezzamento per il lavoro del Comitato di Crotone e per la pubblicazione.
Italia, già presente in città per la presentazione del volume dedicato al centenario del Comitato, ha sottolineato il ruolo svolto dall'associazione nella promozione culturale e il valore di un libro capace di unire Dante a una figura centrale della devozione locale.
«È una bella pubblicazione che abbiamo realizzato e pubblicato noi, e mi pare doveroso essere qui questa sera per parlarne», ha dichiarato, richiamando anche il contributo di Aldo Onorati, studioso della Divina Commedia e amico personale.
Il volume ripercorre anche le origini e lo sviluppo del culto della Madonna di Capocolonna, e ricostruisce il rapporto tra la devozione mariana e la storia della comunità crotonese. Le testimonianze raccolte richiamano le narrazioni legate alla Vergine, le tradizioni popolari e le trasformazioni che hanno accompagnato nel corso dei secoli la festa e il culto della Patrona.
Tra gli approfondimenti trova spazio anche la figura di Gaele Covelli (1872-1932), artista crotonese che ha interpretato la Madonna di Capocolonna attraverso la propria sensibilità pittorica. Il volume richiama la sua formazione e il legame con il territorio, soffermandosi sulla rappresentazione della Vergine e sul valore che questa assume nella memoria popolare crotonese.
Il testo affronta inoltre il tema delle testimonianze artistiche e documentali legate al culto, comprese le opere e le raffigurazioni che nel tempo hanno contribuito a consolidare la devozione. La storia della Madonna di Capocolonna emerge così non soltanto attraverso i racconti religiosi, ma anche attraverso le immagini, le fonti e le tradizioni che ne hanno tramandato la presenza nella vita della comunità crotonese.
È proprio in questo incontro tra storia, arte e fede che il volume costruisce il dialogo con Dante: la figura della Vergine cantata nel Paradiso viene riletta alla luce di una devozione concreta, radicata nella storia di Crotone e nella tradizione della Madonna di Capocolonna.
Danilo Ruberto
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