Verso il Sinodo dei Vescovi, Panzetta: “Sia una chiesa per la gente, allontanando lo strisciante clericalismo”

Verso il Sinodo dei Vescovi, Panzetta: “Sia una chiesa per la gente, allontanando lo strisciante clericalismo”

Quest’oggi in ogni Diocesi, su indicazione di Papa Francesco, si è aperto il cammino del Sinodo dei vescovi. L’ascolto  è stato il principale motivo del corso avvenuto nelle scorse settimane a Crotone per avviare il cammino sinodale dal 2021 al 2023, in vista dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi di ottobre 2023.

Il percorso crotonese è iniziato dunque ieri sera in Cattedrale con una Veglia di preghiera, presieduta dall’Arcivescovo Angelo Panzetta, e questa mattina in Basilica Cattedrale con i rappresentanti del clero crotonese e monsignor Luigi Cantafora, vescovo emerito di Lamezia Terme, il quale ha concelebrato insieme al presule.

«Penso che questo itinerario sinodale che coinvolge la Chiese universale e tutte le chiese particolari sia una splendida occasione che Papa Francesco ha segnalato, ispirato dallo Spirito Santo – ha detto l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina indicandoci una possibilità di ricominciare attraverso un discernimento, un ascolto, perchè la meta di tutto questo è immaginare la Chiesa del futuro e perchè no, cambiare anche il presente, perchè vogliamo una Chiesa sempre più evangelica, più fresca, più nuova». 

Tra i punti affrontati da monsignor Panzetta nella sua omelia vi sono l’ascolto dell’altro e la volontà di  “sporcarsi le mani“, allontanando gli individualismi: «Ecco la novità sta nel fatto che in questo Sinodo non si parte dall’ascolto dei Vescovi ma dalla base, dalla nostra  gente. Tutti i laici avranno la possibilità di concorrere insieme con gli altri alla convocazione di individuare la voce, ovvero quello che lo Spirito Santo dice alle nostre chiese. Sinodo significa camminare insieme su una strada, una bella occasione per riconoscere l’autentico fondamento della Chiesa».

Nel cammino insieme, ha concluso affermando che la Chiesa del futuro non ha bisogno di fuori classe che “giocano individualmente, non passando la palla“, ma di persone che collaborano nella costruzione del bene comune: «Dobbiamo superare lo strisciante clericalismo, la mentalità clericale che impedisce ai preti stessi di essere al servizio della gente, e che impedisce ai laici di vivere il loro carisma, a servizio del Vangelo».

Danilo Ruberto