Vertenza Chiamaroma, Tomaino (CONF.I.A.L. ): "Perchè tutto questo silenzio della sinistra italiana?"

"Come portavoce nazionale - scrive Tomaino - riteniamo doveroso dare voce alle domande che oggi si pongono i lavoratori e i cittadini di Crotone"

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 16:13
Vertenza Chiamaroma, Tomaino (CONF.I.A.L. ): "Perchè tutto questo silenzio della sinistra italiana?" -
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Riceviamo e pubblichiamo - Come CONF.I.A.L., e come portavoce nazionale, riteniamo doveroso dare voce alle domande che oggi si pongono i lavoratori e i cittadini di Crotone, di fronte a una vertenza che riguarda 125 famiglie e che, nonostante annunci e dichiarazioni, non registra ancora alcun effetto concreto sul piano politico. La domanda è semplice, ma inevitabile: perché non si vedono gli esiti di un intervento politico del Partito Democratico, più volte annunciato e più volte sollecitato?

Da settimane, come noto e documentato, la CONF.I.A.L. ha formalmente richiesto un intervento politico ai vertici del PD, alla Segreteria nazionale, al Segretario regionale, e direttamente al Sindaco di Roma, in relazione a un bando che, attraverso una clausola di territorialità, svuota di fatto la clausola sociale, mettendo a rischio l’occupazione e mascherando potenziali licenziamenti. E allora la domanda si allarga. Perché valori come democrazia, giustizia sociale, uguaglianza, equità, solidarietà, inclusione, richiamati quotidianamente nel dibattito pubblico, non si traducono in azioni concrete quando a essere colpite sono 125 famiglie del Mezzogiorno? Perché non si registra alcuna iniziativa parlamentare, alcuna interrogazione, alcun atto formale da parte di deputati, senatori o consiglieri regionali che si collocano nell’area della sinistra italiana, e che pure si richiamano agli stessi valori?

Perché questo silenzio, quando la scelta che produce discriminazione territoriale proviene da un esponente di primo piano dello stesso Partito Democratico, il Sindaco di Roma, peraltro tra i suoi fondatori? Sono interrogativi legittimi. E il silenzio che li accompagna, a forza di protrarsi, rischia di apparire come una copertura, o quantomeno come una grave sottovalutazione del problema. Va detto con chiarezza: questa vertenza non è complessa, non riguarda lavoratori improduttivi o attività marginali. Parliamo di professionalità qualificate, di un servizio pubblico che funziona, di lavoro vero. Difenderlo non è un problema: è un’opportunità politica e sociale.

Fabio Tomaino - Portavoce Nazionale CONF.I.A.L.

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