Vertenza Konecta, Boschi interroga i ministri. CONF.I.A.L.: «Basta promesse»

La sigla sindacale chiede la pubblicazione del piano di risanamento e garanzie per 728 lavoratori. Riflettori sul Consiglio comunale aperto di Crotone del 22 ottobre

A cura di Redazione
22 ottobre 2026 08:00
Vertenza Konecta, Boschi interroga i ministri. CONF.I.A.L.: «Basta promesse» - Foto Uff. Stampa Confial
Foto Uff. Stampa Confial
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La vertenza Konecta R, ex Abramo Customer Care, arriva in Parlamento con un'interrogazione dell'onorevole Maria Elena Boschi, rivolta ai ministri del Lavoro e delle Imprese e del Made in Italy. Al centro dell'iniziativa, le prospettive occupazionali dei lavoratori calabresi, gli accordi sottoscritti e l'utilizzo delle risorse pubbliche destinate al percorso di rilancio aziendale.

A darne notizia è la CONF.I.A.L. Calabria, che ha partecipato a un confronto da remoto con la parlamentare di Italia Viva e una delegazione di lavoratori, organizzato da Michele Laurenzano, vicecommissario regionale di Casa Riformista. L'obiettivo è fare chiarezza sugli impegni assunti e ottenere risposte concrete sul futuro di centinaia di famiglie.

Nel mirino il piano di risanamento aziendale

Uno dei punti centrali dell'interrogazione riguarda il piano di risanamento richiamato nel verbale ministeriale del 9 aprile 2026. L'accordo ha previsto la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 654 lavoratori fino al 31 dicembre 2026, con un costo pubblico stimato in 4,3 milioni di euro.

Il piano dovrebbe comprendere nuove iniziative nazionali, attività di dematerializzazione e servizi di assistenza ai cittadini. Secondo la CONF.I.A.L., tuttavia, a oltre sei mesi dall'intesa non sarebbero ancora noti integralmente i contenuti del documento, il livello di attuazione delle misure previste e i risultati raggiunti.

L'interrogazione mira quindi a ottenere la documentazione sugli accordi, conoscere le attività effettivamente avviate, verificare le risorse pubbliche erogate e chiarire quali controlli siano stati effettuati.

Particolare attenzione è riservata anche ai 74 lavoratori i cui contratti sono scaduti il 18 maggio 2026 e che, secondo quanto riferito dal sindacato, sono rimasti senza occupazione.

Il nodo degli accordi e delle garanzie occupazionali

A riaccendere il confronto è anche la nota del 19 ottobre 2026 con cui SLC CGIL, FISTEL CISL, UIL FPC e UGL Telecomunicazioni hanno chiesto la convocazione urgente del tavolo ministeriale. Nella comunicazione, le organizzazioni sindacali avrebbero evidenziato che gli incontri con la Regione Calabria e Konecta R non hanno prodotto garanzie occupazionali certe né individuato soluzioni strutturali.

Una posizione che, secondo la CONF.I.A.L., solleva interrogativi rispetto all'accordo del 9 aprile, sottoscritto dalle stesse organizzazioni e nel quale viene richiamato il piano di risanamento e rilancio.

«Non sosteniamo che il piano non esista. Chiediamo di sapere se contenga una prospettiva industriale credibile oppure se gli impegni siano rimasti soltanto sulla carta», afferma Fabio Tomaino, che sollecita la pubblicazione del documento e una verifica puntuale degli impegni assunti.

Per il 17 novembre è intanto previsto un nuovo tavolo di monitoraggio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per il sindacato, però, è necessario chiarire quali risultati abbiano prodotto gli incontri precedenti e perché non sia stata ancora definita una prospettiva occupazionale stabile.

«Il Consiglio comunale del 22 ottobre sia il momento della verità»

La CONF.I.A.L. guarda al Consiglio comunale straordinario aperto di Crotone, convocato per il 22 ottobre, come a un passaggio decisivo per ottenere risposte pubbliche. La richiesta è che vengano illustrati il piano di risanamento, le iniziative di rilancio, le risorse disponibili, i tempi di attuazione e le prospettive occupazionali.

Il sindacato chiede la partecipazione di quanti hanno sottoscritto gli accordi e condiviso il percorso di rilancio, affinché possano spiegare direttamente ai lavoratori quali impegni siano stati assunti e quali risultati siano stati raggiunti.

«Se queste soluzioni esistono, vengano illustrate il 22 ottobre davanti alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali, ai cittadini e soprattutto ai lavoratori», è l'appello di Tomaino, che invita a superare le rassicurazioni informali e a rendere pubblici eventuali progetti già definiti.

La richiesta si affianca all'appello dei lavoratori di Konecta R ed ex Abramo Customer Care, che hanno invitato le altre organizzazioni sindacali a partecipare al Consiglio comunale aperto. Il messaggio rivolto ai rappresentanti sindacali è netto: «Non è più tempo di comunicati a distanza. I lavoratori vogliono guardarvi negli occhi».

L'obiettivo: un hub della digitalizzazione in Calabria

Per la CONF.I.A.L., il traguardo non può limitarsi a un'ulteriore proroga degli ammortizzatori sociali. La vertenza, sostiene il sindacato, deve trovare una soluzione industriale duratura, capace di trasformare il progetto in un hub della digitalizzazione in Calabria, attrarre nuove commesse e creare opportunità di lavoro stabili.

«Non siamo tifosi di nessuna parte politica. Non ci interessano le appartenenze, ma i comportamenti e i risultati», sottolinea Tomaino, ringraziando Boschi per aver dato seguito alle sollecitazioni e per la disponibilità a chiedere un incontro con i ministeri competenti.

Il punto centrale resta la trasparenza sugli accordi e sulle prospettive dell'azienda. La vertenza coinvolge 728 lavoratori, 74 dei quali, secondo la CONF.I.A.L., sono già rimasti senza occupazione.

«Non chiediamo assistenza. Chiediamo lavoro, sviluppo e futuro», conclude Tomaino, chiedendo che gli impegni sottoscritti si traducano in atti ufficiali, risultati verificabili e garanzie per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.

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