(VIDEO) All’Immacolata il Venerdì Santo, la Passione non è dolore fine a sé stesso
All’Immacolata il rito della Passione con padre Sergio Galdi: adorazione, bacio della Croce e raccolta fondi per la Terra Santa
Il silenzio si fa suono, a Crotone, nella chiesa dell’Immacolata, dove il Venerdì Santo si consuma nel segno della tradizione e della spiritualità. È il centro del triduo pasquale: la proclamazione della Passione, l’adorazione della Croce e la comunione eucaristica con le specie consacrate il giorno precedente.
Ad accompagnare i fedeli, il suono secco e cadenzato della troccola, strumento simbolo di questa giornata, che sostituisce le campane e richiama al raccoglimento. Un suono che attraversa la città e segna il tempo della Passione, creando un’atmosfera sospesa tra dolore e attesa.
Durante la celebrazione si è svolto il rito dell’adorazione della Croce: uno dei momenti più sentiti, in cui i fedeli si avvicinano uno ad uno per il tradizionale bacio della Croce, gesto di devozione che esprime amore verso il sacrificio di Cristo. Presente l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, che ha animato il rito, mentre nel corso della funzione si è svolta la tradizionale colletta del Venerdì Santo, con fondi destinati alla Custodia di Terra Santa e al sostegno delle comunità cristiane nei luoghi santi.
A guidare la riflessione è stato padre Sergio Galdi D’Aragona, ofm, della Custodia di Terra Santa, che ha offerto una lettura del significato di questa giornata: “Il Venerdì Santo è uno dei momenti più alti per la spiritualità dell’anno liturgico e, con la Passione del Signore, segna il cuore del triduo iniziato con la Cena del Signore e proiettato verso la risurrezione”.
Il religioso ha poi richiamato il senso autentico del dolore cristiano: “Non può esserci passione senza essere sempre rivolti alla gioia della risurrezione. Non è un dolore fine a sé stesso, ma orientato a una speranza profonda”.
Uno sguardo, quindi, sull’uomo contemporaneo: “Nel cuore dell’essere umano resta questo desiderio di trascendenza e di assoluto. Un anelito spesso soffocato da una cultura relativista e materialista, che spegne la tensione verso il trascendente. E così si cercano surrogati, anche nel nostro Occidente, per colmare questa mancanza di spiritualità”.
Tra il suono della troccola, il silenzio dei fedeli e il gesto antico del bacio della Croce, la comunità crotonese ha così vissuto una pagina intensa della propria fede, sospesa tra il dolore della Passione e la luce, già annunciata, della Pasqua.
Danilo R.
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