(VIDEO) Calcestruzzo, bancarotta da un milione di euro nel crotonese: due imprenditori ai domiciliari

Secondo la Procura, avrebbero svuotato una società trasferendo beni e risorse a due nuove aziende, accumulate imposte non versate per oltre 650 mila euro

A cura di Redazione
08 luglio 2026 09:29
(VIDEO) Calcestruzzo, bancarotta da un milione di euro nel crotonese: due imprenditori ai domiciliari -  Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza Crotone
Foto Uff. Stampa Guardia di Finanza Crotone
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Due imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, su una presunta bancarotta fraudolenta che avrebbe interessato una società operante nel settore della produzione di calcestruzzo.

Il provvedimento cautelare personale e reale è stato eseguito nella mattinata di oggi dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone.

Secondo quanto emerso dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, la società sarebbe stata condotta al dissesto dopo aver accumulato, tra il 2012 e il 2024, debiti nei confronti dell'Erario per oltre 650 mila euro, mentre il patrimonio aziendale sarebbe stato progressivamente depauperato fino a compromettere la prosecuzione dell'attività.

Gli investigatori contestano agli indagati di aver distratto denaro e beni aziendali trasferendoli a due nuove società, costituite appositamente e riconducibili agli stessi imprenditori, provocando un passivo fallimentare quantificato in circa un milione di euro.

Contestualmente agli arresti, è stato disposto anche il sequestro preventivo, per un valore complessivo di circa 400 mila euro, delle quote delle tre società coinvolte e dei compendi aziendali delle due nuove imprese, entrambe con sede a Roccabernarda e operanti nello stesso settore della società fallita. Secondo l'accusa, tali società sarebbero state utilizzate come strumenti per proseguire l'attività illecita a danno dell'Erario e dei creditori.

Le indagini avrebbero inoltre ricostruito un sistema basato sulla sistematica evasione di imposte e contributi previdenziali, che avrebbe consentito agli imprenditori di autofinanziarsi nel corso degli anni, con il supporto di alcuni familiari.

Gli accertamenti hanno evidenziato anche il trasferimento degli asset della società fallita, compresi i beni mobili, alle nuove aziende a condizioni ritenute svantaggiose o, in alcuni casi, senza alcun corrispettivo economico.

A completare il quadro investigativo vi sarebbe infine lo svuotamento dei conti correnti della società attraverso prelevamenti e bonifici ritenuti privi di giustificazione economica e destinati, secondo gli inquirenti, a soddisfare esigenze personali estranee all'attività d'impresa.

La Guardia di Finanza sottolinea che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel successivo contraddittorio processuale con la difesa. L'operazione, evidenziano gli investigatori, conferma l'impegno del Corpo e della Procura della Repubblica di Crotone nel contrasto ai reati fallimentari e nella tutela degli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.

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