(VIDEO) Centro storico, cinque mila residenti in meno: Crotone cerca una nuova ripartenza

Sicurezza, pulizia e decoro urbano come priorità, ma anche recupero dei palazzi storici, incentivi alle attività e nuove risorse per rilanciare il cuore antico della città

A cura di Redazione
14 settembre 2026 20:00
(VIDEO) Centro storico, cinque mila residenti in meno: Crotone cerca una nuova ripartenza - Foto: Redazione
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Il Centro Storico di Crotone torna al centro del confronto. Questo pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Crotone, si è svolto un convegno partecipato dedicato alle criticità e alle prospettive di rilancio di una delle aree più importanti della città. Un confronto nel quale istituzioni, professionisti, imprenditori e rappresentanti del territorio hanno provato a mettere a fuoco problemi e possibili soluzioni.

Ad aprire il dibattito è stato il sindaco Vincenzo Voce, che ha riconosciuto senza giri di parole le difficoltà accumulate negli anni. «Sì, lo abbiamo trascurato, è vero», ha esordito il primo cittadino, sottolineando però la necessità di cambiare passo e soprattutto di riuscire ad attrarre finanziamenti per intervenire concretamente sul Centro Storico.

Un'area che, negli ultimi anni, ha perso circa 5 mila abitanti, un dato che restituisce la dimensione di una trasformazione profonda e che rende ancora più urgente una strategia complessiva per riportare persone, attività e servizi nel cuore della città.

Il tema delle risorse è stato ripreso con forza da Cesare Spanò, presidente del Comitato Centro Storico Crotone, che ha proposto una distinzione tra problemi strutturali e questioni legate anche ai comportamenti e alla cultura della cittadinanza.

«Io i problemi li divido tra strutturali e poco strutturali», ha spiegato Spanò, evidenziando come alcuni interventi debbano necessariamente essere affrontati con decisione, mentre altri richiedano anche una maggiore responsabilità da parte dei cittadini.

Tra gli esempi citati c'è quello della pulizia delle strade. Da una parte, ha osservato, occorre garantire passaggi di lavaggio più frequenti; dall'altra, anche i cittadini devono fare la propria parte. «Non è che aiutiamo questi processi, aiutiamo questi percorsi», ha sottolineato.

Ma il problema principale resta quello delle risorse. «A mia memoria sono venti anni che non vengono riservati fondi economici», ha affermato Spanò. Senza finanziamenti, ha spiegato, diventa difficile intervenire davanti a una situazione che presenta numerose criticità: dall'impianto idrico obsoleto all'accesso continuo delle automobili nel Centro Storico, fino alle tante altre problematiche che si sono accumulate nel tempo.

Da qui l'appello alla collaborazione. «Bisogna creare proprio un pool importante di lavoro e affrontarli una alla volta», ha detto il presidente del Comitato, ribadendo la disponibilità dell'associazione a collaborare con l'amministrazione: «Noi siamo qua perché vogliamo dare una mano. Noi siamo qua perché vogliamo aiutare. Vogliamo essere un braccio di questa amministrazione con la speranza di essere ascoltati».

Sul fronte della sicurezza è intervenuto il questore Renato Panvino, indicando nella sicurezza partecipata uno degli elementi fondamentali per rendere nuovamente attrattivo il Centro Storico e, più in generale, l'intera provincia.

«Il termine sicurezza credo che sia ormai una certezza per la popolazione», ha affermato Panvino, ricordando l'impegno delle forze dell'ordine nell'incremento dei servizi di controllo del territorio e nel coinvolgimento dei cittadini nelle attività di prevenzione.

Il questore ha rivendicato anche i risultati ottenuti durante l'estate, sottolineando come i numeri diffusi siano stati importanti e abbiano ricevuto attenzione anche a livello nazionale. Una precisazione accompagnata da un messaggio chiaro: la presenza delle forze dell'ordine non deve essere considerata un servizio ordinario, ma uno sforzo straordinario per garantire sicurezza ai cittadini e ai turisti.

E proprio il turismo può rappresentare una delle chiavi del rilancio. «In assenza di imprese e aziende, il turismo credo sia una delle aziende più importanti», ha evidenziato Panvino, indicando la necessità di curarlo e svilupparlo.

Sicurezza, dunque, come condizione di partenza. Ma il rilancio del Centro Storico passa inevitabilmente anche da pulizia, decoro urbano e recupero del patrimonio edilizio. Palazzi storici, strade e spazi pubblici devono tornare a essere parte di un progetto complessivo capace di restituire attrattività a un'area che negli ultimi anni ha progressivamente perso residenti e attività.

In questo quadro si inserisce anche la questione degli incentivi. Non basta intervenire sul piano urbanistico: occorre creare le condizioni perché nuove attività economiche possano scegliere di insediarsi nel Centro Storico e perché quelle già presenti possano continuare a operarvi.

A richiamare questo aspetto è stato Vincenzo Mano, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Crotone, che ha rilanciato una proposta già avanzata in passato: quella del centro commerciale naturale.

«Servono gli incentivi perché il Centro Storico ritorni a essere vivo, pulsante», ha spiegato Mano. L'idea è quella di individuare alcune vie prioritarie e prevedere misure capaci di favorire il trasferimento delle attività economiche all'interno del cuore antico della città. «Un centro commerciale naturale, ma era una vecchia idea», ha ricordato.

Una strategia che dovrebbe accompagnarsi anche alla necessità di regolarizzare e rendere più sostenibili i contratti, favorendo il ritorno di attività commerciali e professionali e creando condizioni più favorevoli per chi vuole investire.

A parlare dal punto di vista di chi vive quotidianamente il Centro Storico è stato anche l'imprenditore Raffaele Nebbioso, chiamato a dare il proprio contributo al confronto. Per Nebbioso, i prossimi trenta giorni possono rappresentare un primo banco di prova.

«Penso che intanto in 30 giorni si possano mettere insieme le idee», ha affermato, sottolineando la necessità di un impegno concreto e condiviso. «Il dialogo e il continuo dialogo sia la chiave di lettura di questo pomeriggio e di questo evento», ha aggiunto.

L'obiettivo, secondo Nebbioso, deve essere quello di trasformare il confronto in un progetto concreto: «Solo cooperando si riesce a raggiungere gli obiettivi». Prima mettere insieme le idee, quindi, e poi lavorare su un progetto condiviso per il Centro Storico.

Il quadro emerso dal convegno è dunque quello di una sfida che non può essere affrontata attraverso un singolo intervento. Sicurezza, pulizia e decoro urbano rappresentano le condizioni preliminari. A queste devono aggiungersi il recupero dei palazzi storici, una migliore gestione della mobilità e dell'accesso delle automobili, la manutenzione delle reti e degli spazi pubblici.

Ma per riportare davvero vita nel Centro Storico serviranno anche incentivi alle attività economiche, regolarizzazione dei contratti, nuove opportunità per gli imprenditori e capacità di attrarre finanziamenti.

Il dato dei 5 mila residenti persi negli ultimi anni rappresenta forse il segnale più evidente della necessità di intervenire. Il confronto di oggi ha provato a mettere attorno allo stesso tavolo amministrazione, forze dell'ordine, professionisti, imprenditori e rappresentanti del territorio.

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