(VIDEO) Crotone celebra San Matteo, il Comandante della Guardia di Finanza Toma si presenta alla città
Alla Chiesa dell’Immacolata la celebrazione dedicata al patrono della Guardia di Finanza. Il vescovo Torriani richiama il Vangelo di Matteo: «Alzati e seguimi»
È stata la Chiesa dell’Immacolata di Crotone a ospitare questa mattina la celebrazione eucaristica in onore di San Matteo Apostolo ed Evangelista, patrono della Guardia di Finanza. Una celebrazione particolarmente significativa anche perché ha rappresentato la prima uscita pubblica ufficiale in città del nuovo comandante provinciale delle Fiamme Gialle, il colonnello Paolo Benedetto Toma, da circa un mese alla guida della Caserma Pirillo. Presenti anche i soci dell’Anfi, l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, che hanno preso parte alla celebrazione insieme ai rappresentanti della Guardia di Finanza e alle autorità presenti.
A presiedere l’Eucaristia è stato il vescovo di Crotone, monsignor Alberto Torriani, insieme al cappellano militare della Guardia di Finanza, don Antonio Pappalardo, e al segretario del vescovo, don Francesco Antonio Cardace. Numerose le divise presenti in chiesa, insieme alle autorità civili e militari e ai rappresentanti delle istituzioni.
Al centro della celebrazione, naturalmente, la figura di San Matteo, l'apostolo che il Vangelo presenta inizialmente seduto al banco delle imposte e che, davanti alla chiamata di Cristo, si alza e lo segue.
Un'immagine sulla quale si è soffermato il vescovo Torriani, collegandola direttamente al lavoro quotidiano degli uomini e delle donne della Guardia di Finanza.
«Il banco è il luogo con il quale fai i conti, registri, calcoli, ma è anche il luogo che identifica Matteo agli occhi degli altri – ha sottolineato il vescovo nell'omelia –. Quel banco dice il suo mestiere, il suo ruolo, la sua posizione sociale».
Da qui il richiamo al lavoro delle Fiamme Gialle: «Anche molto del vostro lavoro comincia stando seduti: dentro una scrivania, davanti a documenti, finanze, numeri, banche e dati, per ricostruire ciò che non torna, contrastare una frode fiscale, verificare l'utilizzo delle risorse pubbliche».
Un lavoro che, secondo il vescovo, richiede però la capacità di andare oltre ciò che appare. «Seduti davanti a uno schermo, una cifra apparentemente insignificante può diventare l'attrazione di qualcosa di molto più grande: un movimento di denaro sospetto, un'economia illegale, un patrimonio che nasconde la presenza della criminalità organizzata».
E ancora: «Sono modi diversi di stare al banco. E proprio da quel posto siete chiamati a vedere oltre. Oltre un numero, perché dentro quel numero può esserci un'evasione, ma anche un'impresa onesta da tutelare. Oltre un movimento di denaro, perché può nascondere riciclaggio e criminalità. Oltre un finanziamento pubblico, perché è una risorsa sottratta alla comunità».
Il messaggio si è poi ricongiunto direttamente al Vangelo. «Nel Vangelo Cristo non si ferma al banco. Gesù passa, vede Matteo, gli dice: “Seguimi”. E Matteo si alzò».
Un verbo, ha spiegato il vescovo, particolarmente significativo: «Significa alzarsi, levarsi, stare in piedi». E proprio lo “stare in piedi” è diventato una metafora del servizio dei finanzieri: «Credo che anche qui il vostro servizio conosca lo stare in piedi».
Un richiamo che ha trovato un'eco nelle parole del nuovo comandante provinciale Paolo Benedetto Toma, 46 anni, originario del Leccese, che ha spiegato il significato della festa di San Matteo e il legame tra la figura dell'apostolo e la missione del Corpo.
«La figura di San Matteo da sempre mi ha colpito per la sua parabola di vita, che è molto simbolica e ricorda da vicino quella che è la missione della Guardia di Finanza – ha spiegato Toma –. La nostra missione è quella di essere baluardo della tutela del bilancio dello Stato, dell'Unione Europea e degli enti locali, a vantaggio di tutta la collettività».
La celebrazione è stata anche l'occasione per parlare del rapporto tra il Corpo e i giovani. «A proposito di San Matteo abbiamo delle vocazioni, se così possiamo definirle, molto importanti – ha aggiunto il comandante –. Lo attestano i numeri dei concorsi che ogni anno vedono tanti ragazzi cimentarsi e cercare di entrare nel prestigioso Corpo della Guardia di Finanza. Questo ci dà una buonissima fiducia per il futuro».
Per il colonnello Toma quella di San Matteo è stata anche una prima occasione ufficiale per presentarsi alla città.
«Sono arrivato ormai da un mesetto, ma questa è la prima occasione in cui mi presento ufficialmente alle istituzioni e alla collettività. È una bellissima circostanza perché mi consente di presentarmi alla città di Crotone in un giorno di festa. Meglio di così».
Un territorio che il nuovo comandante sta iniziando a conoscere proprio attraverso il suo nuovo incarico. «È un territorio che non conoscevo – ha raccontato –. Ero venuto ovviamente per motivi di piacere e di vacanza, ma adesso lo conoscerò e lo sto imparando a conoscere in tempi brevissimi, soprattutto dal punto di vista operativo».
E sul lavoro che attende la Guardia di Finanza di Crotone, Toma ha indicato una linea di continuità con quanto già portato avanti dal suo predecessore.
«La Guardia di Finanza di Crotone continuerà, senza soluzione di continuità, a lavorare in tutti i settori della missione istituzionale del Corpo – ha spiegato –. Abbiamo tre obiettivi strategici che ci contraddistinguono: la tutela delle entrate, la tutela della spesa pubblica e il contrasto a tutti gli illeciti economico-finanziari».
A questo si aggiunge il contributo quotidiano sul fronte della sicurezza: «Continueremo inoltre a fornire il nostro supporto per l'ordine e la sicurezza pubblica, insieme alla Polizia di Stato e ai Carabinieri».
Danilo Ruberto
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