(VIDEO) Crotone, il bilancio dei Carabinieri: “Nel 2025 la provincia ha risposto con prevenzione e repressione”
Il comandante Giovinazzo illustra numeri, operazioni e risultati: attenzione a furti, violenza di genere, truffe agli anziani e criminalità organizzata
Crotone – “Ho voluto che ci fossero con me anche i miei più stretti collaboratori, comandanti di compagnia, appunto di Cirò Marina e Petilia Policastro, il comandante del reparto operativo. Il comandante della compagnia di Crotone è atteso che il maggiore Pozzebon sta frequentando il corso d’istituto”, ha aperto così la conferenza stampa il comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone, Raffaele Giovinazzo, tracciando un bilancio dell’attività dell’Arma nel 2025.
“Il bilancio, come dicevo, è assolutamente importante, non soltanto da un punto di vista dei numeri statistici, quanto dall’impegno che c’è stato e dai risultati conseguiti in termini di attività repressiva e di attività preventiva. Snocciolo qualche numero: 14.500 servizi esterni perlustrativi, 30.000 mezzi controllati, 41.000 persone, 10.000 documenti controllati. Questi numeri, diciamo, sono stile statistico, ma non lo registrate… sto scherzando. Verba volante è fuffa, siccome dobbiamo dare un bilancio. Poi c’è chi come Anastasi li riporta e li enfatizza pure, comunque andiamo avanti”.
Il comandante ha poi ricordato ai giornalisti l’importanza della prevenzione: “Una grandissima attenzione si è posta sul fronte dell’attività di prevenzione, un’attività che per sua natura non si riesce a percepire, perché gli effetti non sono immediatamente visibili. Ricordo, ad esempio, la campagna che il comando provinciale ha svolto durante le festività e il pagamento delle pensioni davanti agli uffici postali. Tutti i comandi provinciali hanno svolto servizi di vigilanza esterna nelle giornate destinate al pagamento delle pensioni, per dare alla persona anziana, a chi andava a ritirare la pensione, la sensazione di sicurezza. L’attività di prevenzione è silente, ma produce i suoi effetti”.
Spostandosi sull’attività repressiva, Giovinazzo ha spiegato: “I reati che maggiormente incidono sul nostro territorio sono quelli contro il patrimonio, i furti, che però sono in calo rispetto all’analogo periodo del 2024. Per quanto riguarda i reati di maggiore attrazione giornalistica, come la violenza di genere, i dati si mantengono simili all’anno precedente. C’è una leggera flessione, ma veramente minima. Sono aumentate però le persone arrestate o denunciate in relazione a questi reati, e l’Arma ha proceduto per oltre il 76% dei reati contro donne o persone fragili. Questo è possibile perché l’Arma è dislocata in tutta la provincia e quindi le denunce vengono subito ricevute dai comandi locali. Ricordo l’episodio di Rocca Bernarda, riguardante la compagnia di Petilia Policastro, dove l’intervento tempestivo ha portato alla cattura dei responsabili, recentemente condannati a 10 anni e 4 mesi”.
Il comandante ha parlato anche delle truffe agli anziani: “C’è stata una flessione, grazie anche alle operazioni nazionali e alla campagna mediatica ‘Nonno libero’. Ci siamo attrezzati con protocolli locali per intervenire rapidamente anche se l’episodio avviene fuori provincia”.
Sull’attività investigativa ha detto: “Abbiamo registrato l’omicidio di Verterame, intervenuti quest’estate, con individuazione di tutti i responsabili; qualcuno già condannato, per altri il processo è in corso. Sul fronte della criminalità organizzata, il comando provinciale è estremamente impegnato. Due grandi operazioni: Blizzard Forgore, sul locale di ‘ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto, e Sauro, nel territorio di Cirò Marina, entrambe incidono sui quadri apicali dell’organizzazione. Con riferimento all’operazione Sauro, per la prima volta abbiamo registrato la collaborazione attiva di imprenditori che hanno scelto da che parte stare, un segnale di inversione di tendenza rispetto a dieci anni fa”.
Giovinazzo ha aggiunto: “Con l’avvento del procuratore Guarascio si è proceduto su diversi filoni di indagine: dalla compagnia di Cirò Marina su Savelli e il famoso ‘buco milionario’, alla scoperta di titoli falsi per accedere nel mondo della scuola e corsi di formazione telematici, fino alle truffe relative al Museo del Rock. Ci sono poi attività quasi quotidiane in materia ambientale, controllo dei SIN, opere di bonifica con oltre 1.700 tonnellate di rifiuti già rimosse e interventi su sfruttamento delle risorse idriche, depuratori e reflui dei frantoi”.
Il comandante ha ricordato anche l’attività antincendio: “Abbiamo un piano provinciale insieme ai colleghi della Forestale. Gli incendi tecnicamente non sono aumentati, solo quelli di erbacce e macchia, nessun incendio boschivo, ma questo evidenzia la mancanza di attività di pulizia, non solo in città, ma anche nelle strade statali e provinciali”.
Chiudendo il bilancio, Giovinazzo ha snocciolato i dati complessivi: “229 arresti, 1.209 denunce. I furti sono diminuiti, da 788 a 623. L’Arma procede per il 76% dei delitti consumati nella provincia. L’attività ha riguardato anche contrasto alla violenza di genere, truffe agli anziani, criminalità organizzata, inquinamento ambientale e sfruttamento delle risorse idriche. Un dato importante è la collaborazione degli imprenditori: per la prima volta hanno denunciato e permesso l’arresto dei quadri apicali locali. Questo dimostra che anche nella nostra provincia si può gestire legalità, e questi germogli stanno fiorendo: dobbiamo conseguire questa crescita”.
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