(VIDEO) Crotone, il Pitagora d’Oro a Maria Luisa Mingrone: premiati rigore e legalità
La cerimonia nella Sala consiliare “Falcone e Borsellino”. Il sindaco Voce ha consegnato l’onorificenza alla professionista, riconosciuta per l’impegno nella tutela dei diritti e dei valori costituzionali
Crotone – Il Comune di Crotone ha assegnato a Maria Luisa Mingrone il Pitagora d’Oro, la massima benemerenza civica prevista dal regolamento comunale. La consegna si è svolta nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino”, alla presenza delle autorità cittadine, dei rappresentanti del mondo forense e dei familiari della premiata.
Ad aprire la cerimonia sono stati gli interventi del presidente del Consiglio comunale Antonio Megna e del sindaco Vincenzo Voce. Successivamente, l’avvocato Aldo Truncè, presidente della Camera Penale di Crotone, e l’avvocato Salvatore Iannotta hanno ripercorso le qualità personali e professionali di Mingrone, soffermandosi sul rigore, sull’indipendenza e sulla sensibilità istituzionale che ne hanno contraddistinto il percorso.
Il riconoscimento è stato accompagnato dalla consegna della pergamena ufficiale, nella quale sono riportate le motivazioni della benemerenza. «Per aver saputo interpretare il proprio ruolo con rigore, indipendenza e profondo senso delle Istituzioni, rappresentando un punto di riferimento per la tutela della legalità, dei diritti e dei valori fondamentali della nostra Repubblica», si legge nel testo.
La motivazione sottolinea inoltre il valore del suo operato per il territorio e la dedizione al bene comune, alla legalità e alla dignità delle istituzioni. Insieme alla pergamena, il sindaco ha consegnato alla premiata il Pitagora d’Oro, opera realizzata dal maestro Franco Nicotera.
Nel suo intervento, Vincenzo Voce ha evidenziato il significato del conferimento, definendo il percorso professionale di Mingrone una testimonianza di servizio alle istituzioni e di rispetto dei valori costituzionali.
«Il Pitagora d’Oro non è soltanto un’onorificenza, ma il segno della riconoscenza di un’intera comunità verso chi ha contribuito, con il proprio impegno, a dare prestigio al territorio e a rafforzare la fiducia nelle Istituzioni», ha dichiarato il sindaco.
A margine della cerimonia, Maria Luisa Mingrone ha raccontato il legame con la città e il significato personale del riconoscimento ricevuto. «Sono tornata con l’amore che avevo sempre dato, anche prima, per concludere questo rapporto d’amore con la città, alla quale ho sempre dedicato il mio lavoro in maniera assoluta, con tutta me stessa e con la mia passione», ha dichiarato.
Nel ripercorrere il proprio approccio alla professione, la Mingrone ha posto l’accento sul rapporto umano, considerato una componente essenziale del lavoro. «Ho messo sempre in primo piano il rapporto umano. L’approccio deve essere umano, deve essere la compassione nel senso etimologico, di compatire, soffrire con chi ti sta davanti per cercare di capire e di meglio decidere sul caso», ha spiegato.
La premiata ha quindi ricordato le parole dell’avvocato Aldo Truncè, che durante la cerimonia aveva ricostruito non soltanto il suo percorso professionale, ma anche le motivazioni che ne hanno guidato l’attività. «Mi ha colpito profondamente il discorso dell’avvocato Truncè, che è andato a fondo in quello che era sia il mio lavoro, sia quello che c’era dietro il mio lavoro. Mi ha fatto molto piacere che lui avesse capito l’obiettivo e, allo stesso tempo, il motore che animava il mio lavoro, tanto da poterne fare questa osservazione», ha aggiunto.
Nel corso dell’intervista, la dottoressa Mingrone ha ricordato anche il proprio ruolo pionieristico nella magistratura calabrese. I giornali, ha spiegato, parlarono di lei come della prima donna presidente in Calabria e della prima donna pretore dirigente. Un percorso affrontato con impegno, ma anche grazie al sostegno ricevuto dai colleghi. «Ho avuto, tranne le prime difficoltà che sono fisiologiche, sempre un grande affetto, una grande considerazione da parte dei miei colleghi uomini, sempre», ha sottolineato.
Il significato più profondo del Pitagora d’Oro, per la dottoressa Mingrone, è legato anche alla possibilità di entrare nella storia della propria città. «La mia felicità è quella di essere entrata negli annali della storia crotonese, come in effetti è una storia che anch’io ho contribuito a costruire. Questo è un riscontro per me e per la mia vita estremamente importante», ha concluso.
Con l’assegnazione a Maria Luisa Mingrone, il riconoscimento si aggiunge all’elenco delle personalità insignite negli anni precedenti, tra cui Gerardo Sacco, Sergio Cammariere e Antonino De Santis. Figure che, attraverso il proprio lavoro, hanno contribuito a dare visibilità alla città in ambiti differenti.
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