(VIDEO) Dal supporto legale a quello psicologico: apre il CAD LGBT+ di Crotone
Presentato nella sede di Sabir il nuovo presidio territoriale con supporto psicologico, legale e sociale per la comunità
CROTONE – È stato presentato ieri pomeriggio, nella sede di Sabir in viale Stazione, il nuovo sportello del Centro Anti Discriminazioni LGBT+ di Crotone, un presidio territoriale nato per offrire ascolto, orientamento e supporto alle persone LGBT+ e a chiunque viva situazioni di esclusione o discriminazione.
L’iniziativa, in diretta su Radio Studio 97 e ospitata all’interno degli spazi dell’associazione Sabir, è stata illustrata nel corso dell’incontro “Diritti Open Space”, momento di confronto e condivisione aperto alla cittadinanza, pensato per favorire la nascita di una rete tra associazioni, istituzioni, professionisti e comunità.
Ad accogliere i partecipanti è stata la presidente di Sabir, Manuelita Scigliano, che ha sottolineato l’importanza dell’apertura del presidio sul territorio.
«A Crotone mancava questo presidio territoriale. In realtà non è solo Crotone, ma tutta la provincia e più in generale la Calabria, perché esistono soltanto due CAD in tutta la regione, uno a Cosenza e uno a Reggio Calabria. Proprio grazie al percorso avviato con il CAD di Cosenza e ad alcune iniziative realizzate all’UniCal, abbiamo pensato di aprire questa antenna sul territorio crotonese. Era un presidio di cui si sentiva davvero la necessità e speriamo possa ricevere il sostegno della popolazione, delle associazioni e degli enti del territorio».
Manuelita Scigliano ha spiegato che il nuovo spazio sarà destinato non soltanto all’attività di sportello ma anche all’organizzazione di iniziative culturali e momenti di incontro.
«Qui le persone troveranno uno spazio in cui sentirsi accolte e a casa. Sarà anche un luogo dove organizzare eventi culturali e attività di confronto. Inoltre saranno presenti professionisti che offriranno il loro supporto, dagli psicologi agli assistenti sociali, fino a medici volontari e avvocati».
Durante l’incontro è intervenuta anche Rosaria Alessia Buffone, responsabile comunicazione del CAD LGBT+ Cosenza, che ha evidenziato le difficoltà che ancora si registrano nel lavoro di sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani.
«A Cosenza continuiamo a collaborare con alcune scuole grazie alla disponibilità delle dirigenze scolastiche, mentre con altre incontriamo ancora difficoltà. Riceviamo numerose richieste da giovani e giovanissimi che chiedono di affrontare le tematiche LGBT e di essere accompagnati nei loro percorsi di crescita e di scoperta della propria identità».
A spiegare il ruolo dei Centri Anti Discriminazione è stato Silvio Cilento, che ha illustrato i servizi offerti.
«Il CAD offre supporto psicologico, legale, assistenza sociale e occasioni di socializzazione per le persone LGBT. Parliamo di persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, asessuali e di tante altre identità che spesso subiscono discriminazioni e violenze in famiglia, nei luoghi di lavoro o nella vita sociale. In Calabria questi servizi esistono da pochi anni e attualmente sono presenti soltanto a Cosenza e Reggio Calabria. Con questa collaborazione stiamo lavorando per strutturare anche a Crotone uno sportello stabile».
Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato come il contrasto alle discriminazioni debba partire anche dal linguaggio quotidiano, sottolineando che forme di omofobia possono manifestarsi attraverso parole, espressioni e comportamenti apparentemente ordinari ma capaci di generare esclusione.
Tra i temi affrontati anche quello dei percorsi di affermazione dell’identità di genere all’interno delle aziende sanitarie, descritti come particolarmente complessi e difficoltosi in Calabria.
All’appuntamento hanno partecipato il consigliere provinciale Cataldo Maltese, in rappresentanza del presidente della Provincia di Crotone, Antonio Ferraro, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Crotone, Dalila Venneri, e i consiglieri comunali Anna Giulia Caiazza, Pamela Guidoni e Telemaco Pedace. Presente anche una rappresentanza della Questura di Crotone, a sostegno dell’iniziativa.
Nel corso del pomeriggio è intervenuta inoltre Arci Red, che ha illustrato le attività svolte sul territorio nell’ambito dell’accoglienza e dell’assistenza ai migranti, evidenziando l’importanza di costruire percorsi condivisi di inclusione e tutela dei diritti.
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