POLITICA

(VIDEO) Konecta e bonifiche, Calenda: «Prima di parlare voglio capire»

Nella sala consiliare del Comune, il leader di Azione ha affrontato le vertenze del territorio, dalle famiglie di Konecta alle risorse per le bonifiche, indicando la necessità di creare nuove competenze industriali

A cura di Redazione
24 ottobre 2026 16:00
(VIDEO) Konecta e bonifiche, Calenda: «Prima di parlare voglio capire» - Foto: Redazione
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Crotone Il futuro dei lavoratori di Konecta, le bonifiche dell’area industriale, il caro carburanti e la necessità di ricostruire opportunità occupazionali per il territorio. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati da Carlo Calenda, arrivato questa mattina a Crotone per presentare il suo libro dedicato all’Europa. Dopo una prima tappa nel centro storico, il leader di Azione ha incontrato cittadini e interlocutori locali nella sala consiliare del Comune di Crotone, rispondendo alle domande sulle principali questioni economiche e sociali della città. Presenti il sindado ci Crotone Vincenzo Voce nel dibattito moderato da Antonella Grippo. Presenti Francesco De Nisi consigliere regionale e coordinatore regionale, Ettore Rosato vicepresidente della Camera dei Deputati e vicesegretario nazionale di Azione.

Tra le emergenze affrontate, quella dei lavoratori di Konecta, la società che ha raccolto l’eredità di Abramo Customer Care, e delle centinaia di famiglie che attendono indicazioni sul proprio futuro professionale. Il leader di Azione ha evitato di formulare valutazioni definitive su una vicenda che, ha precisato, non conosce direttamente nei dettagli, ma si è detto disponibile a incontrare i lavoratori e ad approfondire la situazione.

«Posso prendere l’impegno di incontrarle, capire che cosa sta succedendo, informarmi al ministero di cosa hanno stanziato», ha dichiarato riferendosi alle famiglie coinvolte. Calenda ha spiegato di non voler intervenire su questioni industriali senza conoscerle direttamente, riservandosi di approfondire il caso prima di avanzare proposte.

Il discorso si è poi spostato sulle bonifiche di Crotone, considerate dal senatore una possibile leva per creare lavoro e costruire nuove competenze sul territorio. Il riferimento è alle risorse destinate agli interventi ambientali, che secondo il leader di Azione dovrebbero tradursi anche in opportunità per le imprese e i lavoratori locali.

«Qui ci sono due miliardi da spendere. Bisogna capire come vengono spesi», ha affermato, richiamando la necessità di costruire un tessuto produttivo capace di gestire le attività di bonifica senza affidarsi esclusivamente a soggetti provenienti dall’esterno. Calenda ha annunciato l’intenzione di affrontare la questione con l’amministratore delegato di Eni, con l’obiettivo di comprendere come gli interventi possano contribuire a sviluppare competenze e occupazione.

Per il leader di Azione, la sfida riguarda anche il modello economico del territorio. Il passaggio da un’economia industriale a una sempre più orientata al turismo, ha osservato, rischia di produrre occupazione caratterizzata da salari bassi, stagionalità e discontinuità. Da qui il richiamo alla necessità di ricostruire competenze industriali, in grado di garantire posti di lavoro più stabili e adeguatamente retribuiti.

CARO CARBURANTI E PROTESTE

Altro tema affrontato è stato quello delle proteste di autotrasportatori e operatori economici contro il costo dei carburanti e le difficoltà nell’accesso agli aiuti. Calenda ha criticato il meccanismo del credito d’imposta quando le imprese non dispongono di una capienza fiscale sufficiente per beneficiarne.

La sua proposta è intervenire sulla struttura delle accise, aumentando quelle su sigarette e superalcolici e riducendo quelle sui carburanti. «Le sigarette sono un bene voluttuario, la benzina e il gasolio sono un bene di lavoro», ha sostenuto, indicando in un intervento di questo tipo una possibile misura da alcuni miliardi di euro per alleggerire i costi sostenuti dalle imprese.

Le proteste, secondo Calenda, hanno evidenziato anche differenze tra le realtà del trasporto, legate alle dimensioni delle aziende, alla loro provenienza e alle condizioni economiche dei territori. In Calabria, ha osservato, le difficoltà pesano maggiormente su una popolazione già esposta agli effetti dell’inflazione.

SICUREZZA E VIOLENZA GIOVANILE

Nel corso dell’incontro si è parlato anche dei decreti sicurezza e dell’aumento degli episodi di violenza tra i giovani. Calenda ha sostenuto che, accanto alle misure repressive, servano strumenti tecnologici più efficaci, come sistemi di videosorveglianza collegati alle centrali operative e capaci di segnalare situazioni di rischio.

Particolare attenzione è stata riservata ai social network, soprattutto alla circolazione di video che mostrano aggressioni, risse e accoltellamenti. Calenda ha chiesto controlli più rigorosi sull’età degli utenti e una maggiore moderazione dei contenuti violenti, arrivando a sostenere che le piattaforme che non intervengono adeguatamente dovrebbero essere chiuse.

Per affrontare la violenza giovanile, ha aggiunto, occorrono sia prevenzione sia repressione, con una maggiore presenza dei ragazzi nei percorsi scolastici e limiti più efficaci all’accesso ai contenuti inappropriati.

IL RACCONTO POSITIVO DI CROTONE

Nel parlare della sua presenza in Calabria, Calenda ha raccontato anche la visita al castello di Crotone, dove ha incontrato Andrea, un giovane che da lunedi a venerdi studia giurisprudenza a Cosenza, e il fine settimana fa la guida turistica presso il Castello Carlo V, accompagnando i visitatori alla scoperta della storia del monumento. Un episodio che, ha spiegato, gli ha lasciato una buona impressione e lo ha portato a riflettere sulle potenzialità delle persone che vivono nei territori meridionali.

Calenda ha detto di non condividere una narrazione esclusivamente negativa del Mezzogiorno, sottolineando il valore di chi si impegna per valorizzare il patrimonio storico e culturale locale. Il riferimento è stato anche ai giovani che studiano fuori città e tornano a Crotone per contribuire alle iniziative del territorio.

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