(VIDEO) Konecta e ChiamaRoma, lavoratori in Consiglio: «Vogliamo risposte»
In aula le due vertenze occupazionali. Menzano chiede chiarezza alla Regione, Mancini racconta l'ansia dei dipendenti e Tomaino solleva dubbi sul piano di rilancio. Ferrari: «Occhiuto lavora per risolvere la questione»
Crotone - Due vertenze, percorsi differenti, ma la stessa richiesta: certezze sul futuro occupazionale. Il Consiglio comunale straordinario dedicato ai lavoratori diventa il luogo del confronto sulla crisi di Konecta e sulla situazione dei dipendenti di ChiamaRoma, tra appelli alle istituzioni, preoccupazioni sindacali e richieste di trasparenza.
Andrea Menzano, rappresentante di Konecta, chiede risposte direttamente nell'aula consiliare. «Noi oggi ci aspettiamo risposte, proprio oggi in questa sala, perché quello che stiamo chiedendo è di avere risposte», afferma. L'aspettativa era quella di ottenere notizie dalla Regione Calabria, la cui presenza era ritenuta fondamentale. «Nel caso in cui la Regione non ci sia, che sia il Consiglio comunale a impegnarsi ad avere notizie», aggiunge.
Accanto alla vertenza Konecta c'è quella di ChiamaRoma. Loredana Mancini, che rappresenta i lavoratori della commessa, descrive un clima di forte preoccupazione: «Come si vivono questi giorni? Malissimo, malissimo, perché si vive in un'ansia costante. Ovviamente la gente è esasperata». Una situazione che si inserisce in un quadro di crisi occupazionale più ampio e che, sottolinea, richiede una soluzione.
Sul confronto interviene anche Fabio Tomaino, di Confial, che richiama la necessità di un'unità concreta tra le parti. «Oggi speriamo che il Consiglio comunale rappresenti il momento della verità e dell'unità», afferma, distinguendo la collaborazione autentica dagli accordi che, una volta sottoscritti, non vengono rispettati.
Tomaino punta quindi l'attenzione sul progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie, avviato nel dicembre 2024, e sul piano di risanamento collegato all'accordo ministeriale. «Quel piano di risanamento non è mai stato reso noto, non è mai stato reso pubblico», evidenzia, sollevando interrogativi sulla reale esistenza di una soluzione strutturale. «C'è il piano o non c'è il piano?», domanda, chiedendo chiarezza su una vicenda che, dopo mesi di speranze, ha portato all'attivazione di un ammortizzatore sociale straordinario.
Sul fronte istituzionale, il consigliere regionale Sergio Ferrari assicura che la vertenza rimane una priorità per la Regione. «Il presidente Occhiuto sin da subito ha affrontato il tema in prima battuta, dando speranza alle 700 famiglie crotonesi», dichiara. «È evidente che questa vertenza è sull'agenda e ha la priorità assoluta nell'impegno amministrativo del governatore Occhiuto, che continua a lavorare per provare a risolvere la questione».
Ferrari ha inoltre indicato che la soluzione potrebbe arrivare dopo il 31 dicembre 2026, scadenza prevista per la cassa integrazione straordinaria. Un orizzonte che lascia aperti gli interrogativi dei lavoratori, mentre in aula la richiesta resta quella di conoscere tempi, impegni e prospettive concrete.
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