(VIDEO) Konecta R, l’appello di Crotone alla Regione: servono risposte per 600 famiglie

Oltre 600 dipendenti coinvolti nella vertenza. Confial chiede di rendere pubblico il piano di rilancio, mentre sindaco e consiglieri sollecitano un confronto con Occhiuto

A cura di Redazione
16 ottobre 2026 11:28
(VIDEO) Konecta R, l’appello di Crotone alla Regione: servono risposte per 600 famiglie - Foto: Redazione
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Oltre 600 lavoratori di Konecta R, ex Abramo Customer Care, attendono risposte sul proprio futuro occupazionale. Al centro della vertenza c’è il progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie della Regione Calabria, finanziato con l’obiettivo di garantire continuità lavorativa, ma che, secondo Fabio Tomaino, segretario regionale di Confial Calabria, non sarebbe mai realmente decollato.

L’accordo sottoscritto nel dicembre 2024 prevedeva l’impiego della forza lavoro e la stabilizzazione di 70 lavoratori a progetto, ai quali sarebbe stato invece proposto un contratto a tempo determinato di un anno, senza successiva continuità occupazionale.

Il 9 aprile 2026, al Ministero del Lavoro, è stato firmato un verbale per finanziare una cassa integrazione da 4,3 milioni di euro, destinata a 654 lavoratori delle sedi di Crotone, Cosenza e Catanzaro. Nell’accordo, sottoscritto anche dalla Regione Calabria, dai ministeri competenti, dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda, sarebbe stato allegato un piano di risanamento e rilancio che prevedeva nuove commesse, l’estensione della digitalizzazione ad altri archivi regionali e servizi di assistenza ai cittadini.

Tomaino contesta però la mancanza di risultati concreti e chiede che il documento venga reso pubblico, per verificare quali prospettive di sviluppo siano state effettivamente individuate.

Secondo il segretario regionale di Confial, le criticità del progetto erano emerse già nei primi mesi, mentre il monitoraggio trimestrale previsto dall’accordo del dicembre 2024 non avrebbe consentito di intervenire tempestivamente.

Per questo, durante l’assemblea nella sala consiliare del Comune di Crotone, alla presenza del sindaco Vincenzo Voce, del vicesindaco e di alcuni consiglieri comunali, la richiesta è stata chiara: un’interlocuzione immediata con la Regione Calabria e, possibilmente, con il presidente Roberto Occhiuto, per ottenere informazioni verificabili sul piano di rilancio e sul destino occupazionale di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Il sindaco Vincenzo Voce ha sottolineato che la vertenza deve interessare l’intera città e non soltanto i dipendenti coinvolti. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato che i lavoratori di Konecta R non sono lavoratori soliti, richiamando l'attenzione sulla necessità di affrontare la questione con la massima attenzione da parte di tutta la comunità.

Sulla stessa linea il consigliere comunale Mario Galea, che ha rivolto un appello al sindaco affinché si proceda insieme verso la Regione. Di fronte a una vertenza che coinvolge centinaia di famiglie, ha sottolineato Galea, non devono esserci bandiere politiche: l'obiettivo comune deve essere quello di recarsi dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per chiedere risposte e garanzie sul futuro dei lavoratori.

«Quello che oggi chiedono i lavoratori non sono altri tavoli o tavolini ministeriali. A questo punto c’è interesse soltanto a conoscere realmente come stanno le cose». È la posizione espressa da Fabio Tomaino, segretario regionale di Confial Calabria, che contesta l’assenza di risultati nonostante gli impegni assunti al tavolo ministeriale e le risorse destinate alla cassa integrazione.

«I soggetti invitati sono gli stessi che hanno sottoscritto il verbale del 9 aprile, nel quale è stato allegato un piano di rilancio. Chiediamo che venga reso pubblico e che ci venga spiegato che cosa prevede concretamente».

Tomaino richiama anche il ruolo della Regione Calabria, presente alla sottoscrizione dell’accordo: «L’assessore regionale era seduto al tavolo ministeriale del 9 aprile. In quel documento di rilancio che hanno sottoscritto dovrebbe dirci che cosa realmente è stato scritto».

Il segretario regionale di Confial punta quindi il dito sul mancato monitoraggio delle criticità: «Il tavolo ministeriale del dicembre 2024 avrebbe dovuto svolgere attività di monitoraggio ogni tre mesi. Se lo avessero fatto, non ci saremmo trovati in queste condizioni, perché già dal primo mese c’erano grandi criticità».

Da qui la richiesta di un confronto diretto con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per chiarire se esistano davvero prospettive di sviluppo o se si stia soltanto rinviando una soluzione.

«Non si può dire che oggi non ci siano novità importanti. Altrimenti vuol dire che si sono sprecati altri 4 milioni e 300 mila euro e che il piano di rilancio e di risanamento è un documento che non esiste», afferma Tomaino, che conclude chiedendo trasparenza e responsabilità verso il territorio e i lavoratori coinvolti.

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