(VIDEO) Naufragio di Cutro, l’appello dei familiari: “Trattateci da persone”
A tre anni dal naufragio, l’appello delle famiglie e la testimonianza di Farzaneh Maleki: promesse non mantenute, dignità per i migranti e soccorsi in mare
A tre anni dal naufragio della Summer Love a Steccato di Cutro, la richiesta di verità e giustizia torna a farsi sentire con forza. Oggi, a Crotone, i familiari delle vittime, presenti in città da giorni per le iniziative legate al terzo anniversario della tragedia del 26 febbraio 2023, hanno ribadito la necessità di fare piena luce su quanto accaduto e di vedere finalmente mantenute le promesse istituzionali.
Nel corso degli incontri pubblici, i parenti delle vittime hanno chiesto il rispetto degli impegni assunti dal governo guidato da Giorgia Meloni, a partire dal riconoscimento della dignità delle persone che fuggono da guerre e persecuzioni. È stato inoltre chiesto un maggiore impegno diplomatico dell’Italia in sede Unione Europea per favorire percorsi di accoglienza e ricongiungimento in altri Paesi europei, in particolare verso la Germania, dove risiedono alcuni nuclei familiari delle vittime. Forte anche il richiamo alla situazione dell’Afghanistan, con la richiesta di una presa di posizione della comunità internazionale per il rispetto dei diritti umani.
Nel pomeriggio, presso Mara Vinarte a Crotone, si è svolto un incontro con i familiari delle vittime, tra cui la famiglia Maleki, giunta dalla Germania per partecipare alle commemorazioni. L’iniziativa è stata promossa da Carovane Migranti, collettivo nato nel 2013, che in questi giorni si intreccia con le iniziative organizzate tra Steccato di Cutro e Crotone dalla Rete 26 Febbraio.
A parlare è stata Farzaneh Maleki, di origine afghana e residente in Germania, che ha ricordato la fuga della propria famiglia dal Paese d’origine: “Siamo scappati dall’Afghanistan per colpa dei talebani. Nel 2015 abbiamo attraversato tantissimi Paesi, dall’Afghanistan al Pakistan, poi Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, fino ad arrivare in Germania.”
Nel naufragio del 26 febbraio 2023, Farzaneh Maleki ha perso lo zio, un giudice, insieme alla moglie e ai tre figli. Un dolore che si intreccia alla rabbia per le promesse non mantenute: “Quando siamo arrivati a Crotone nel 2023 ci sono state fatte molte promesse, ma non sono mai state mantenute. La politica fa solo promesse che restano parole.”
La donna ha voluto ringraziare chi, in questi anni, non ha fatto mancare vicinanza concreta alle famiglie: “Accanto a noi ci sono sempre state le persone del terzo settore, le associazioni, che continuano ad aiutarci e a stare con noi per non farci sentire soli e per non dimenticare.”
Il suo appello finale è stato diretto: “Vogliamo che tutti i migranti siano trattati come persone, con una vita, con dei sogni, e non come numeri. Vogliamo che i soccorritori facciano il loro lavoro, escano in mare e salvino le persone. E per quello che è successo a Cutro, vogliamo verità e giustizia.”
Danilo Ruberto
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