(VIDEO) Piscina olimpionica, 310 iscritti e progetto copertura per tutto l’anno
La struttura riapre come centro federale FIN tra attività e inclusione. Restano i costi energetici e il limite del pallone in attesa di fondi per la copertura definitiva
La riapertura della piscina olimpionica comunale di via Giovanni Paolo II riparte da un dato: ad oggi sono 310 gli iscritti, mentre le due società che fino ad oggi l'hanno gestita, hanno preso gli spazi d'acqua per le loro competizioni. Un numero che fotografa subito la risposta della città dopo lo stop legato alla revoca della gestione alle precedenti società natatorie e che spiega perché la riattivazione dell’impianto non sia solo simbolica, ma operativa.
La struttura torna infatti a funzionare con un’offerta composta da attività agonistiche, corsi per tutte le età, progetti scolastici e iniziative di inclusione, con accesso garantito anche alle persone con disabilità. La trasformazione in Centro Federale della Federazione Italiana Nuoto segna però il vero cambio di passo: significa programmazione, presenza di tecnici federali e la possibilità di attrarre raduni ed eventi.
Uno dei nodi centrali riguarda la copertura. Oggi l’impianto funziona con il cosiddetto “pallone”, una soluzione temporanea che limita la fruibilità nei mesi invernali a causa dei vincoli di capienza e gestione. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una copertura definitiva, un intervento strutturale che consentirebbe l’utilizzo continuo durante tutto l’anno, superando le attuali restrizioni e rendendo l’impianto pienamente competitivo anche sul piano organizzativo. Il progetto esiste già, ma resta legato all’individuazione di finanziamenti pubblici.
Sul piano gestionale, il modello scelto è quello della co-gestione tra Comune e Federazione Italiana Nuoto. In questo schema, la federazione si occupa delle attività sportive e del personale, mentre le utenze restano a carico dell’ente proprietario. Il punto più delicato resta quello dei costi, soprattutto energetici. A chiarirlo è il presidente della FIN Calabria, Alfredo Porcaro, che sottolinea: “i costi di gestione sono quelli legati principalmente all’energia elettrica, gli impianti sono energivori e servirà rispettare parametri ben precisi nel piano economico-finanziario, cercando di ridurre al massimo le spese”.
La sostenibilità economica sarà quindi legata alla capacità dell’impianto di generare entrate attraverso iscrizioni e attività, mantenendo un equilibrio tra servizio pubblico e gestione.
In questo contesto si inserisce la riapertura ufficiale della Piscina Olimpica Comunale, restituita alla città dopo un intervento di riqualificazione e oggi riconosciuta come Centro Federale FIN, l’unico in Calabria. Un risultato che, al di là degli annunci, porta con sé implicazioni concrete: maggiore offerta sportiva, ritorno degli allenamenti per le società, opportunità per i giovani e possibilità di organizzare eventi.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Enzo Voce, l’assessore allo Sport Luca Bossi, il presidente della FIN Calabria Alfredo Porcaro e il responsabile nazionale dell’impiantistica sportiva Fabio Conti. Il dato più evidente, già dalle prime ore, è stato l’afflusso in vasca: bambini, agonisti e utenti di tutte le età, segno di una domanda che non si era mai spenta.
La riapertura chiude una fase complicata per lo sport cittadino, ma apre una partita più complessa: quella della gestione nel lungo periodo. Tra numeri da sostenere, costi da contenere e la necessità di completare la copertura, il futuro della piscina passa ora dalla capacità di rendere stabile ciò che oggi è appena ripartito.
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