(VIDEO) Crotone - Podolica calabrese, qualità e sostenibilità: richiesta la DOP

Nella sala consiliare del Comune di Crotone il ricordo di Mario Lucifero e il confronto tra università, istituzioni e operatori del settore sulla valorizzazione della razza podolica

A cura di Redazione
30 maggio 2026 14:23
(VIDEO) Crotone - Podolica calabrese, qualità e sostenibilità: richiesta la DOP - Foto: Redazione
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La carne podolica non è una carne di nicchia né tantomeno un prodotto “povero”, ma una risorsa strategica per l'agricoltura calabrese, capace di coniugare qualità nutrizionale, sostenibilità ambientale e sviluppo delle aree interne. È questo il messaggio emerso dal convegno “La valorizzazione della podolica in Calabria”, promosso questa mattina nella sala consiliare del Comune di Crotone dall'Accademia dei Georgofili e dall'Accademia Italiana della Cucina.

L'iniziativa è stata anche l'occasione per ricordare la figura del professore crotonese Mario Lucifero, nato nel 1927 e scomparso nel 2010,, docente emerito dell'Università degli Studi di Firenze, accademico emerito dei Georgofili ed ex assessore regionale all'Agricoltura, al quale la città ha voluto dedicare un momento di riflessione sul rapporto tra ricerca, agricoltura e sviluppo del territorio.

A spiegare il momento odierno è stato Sergio D'Ippolito, delegato crotonese dell'Accademia Italiana della Cucina, che ha ricordato come il convegno sia nato dal protocollo d'intesa sottoscritto nel marzo 2025 tra l'Accademia Italiana della Cucina e l'Accademia dei Georgofili. «Abbiamo scoperto che un illustre cittadino crotonese, Mario Lucifero, aveva ricoperto ruoli importantissimi nell'Accademia dei Georgofili. Da qui è nata l'idea di ricordarne la figura attraverso un convegno dedicato a temi che lui stesso aveva studiato e valorizzato».

Nel corso della manifestazione, D'Ippolito ha consegnato una targa ricordo alla vedova del professore, la Marchesa Ludovica Susanna di Sant'Eligio, in segno di riconoscenza per il contributo scientifico e istituzionale lasciato da Lucifero.

Presente anche il figlio, Nicola Lucifero, docente dell'Università di Firenze, che ha evidenziato il legame tra gli studi del padre e le prospettive future della zootecnia di qualità. «Si tratta di un settore straordinariamente fondamentale per lo sviluppo del territorio. La podolica, come altre razze storiche quali la Maremmana, rappresenta un modello produttivo basato sulla qualità più che sulla quantità. Per questo ritengo necessario spingere verso il riconoscimento di una DOP, una denominazione di origine protetta, che rappresenta lo strumento giuridico più efficace per valorizzare queste produzioni».

Sul piano scientifico, i relatori hanno illustrato le peculiarità della carne podolica. È emerso come si tratti di una carne naturalmente magra, con una percentuale di grasso intramuscolare molto contenuta, compresa tra l'1,5 e il 2%, caratterizzata da una maggiore presenza di acidi grassi benefici come gli Omega 3 e da un basso contenuto di colesterolo.

Gli studiosi hanno inoltre sfatato uno dei luoghi comuni più diffusi: la presunta durezza della carne podolica. Secondo le ricerche presentate, il problema non riguarda la razza ma la fase di frollatura. Con adeguati tempi di maturazione post-macellazione, infatti, la carne raggiunge livelli di tenerezza paragonabili a quelli delle razze maggiormente apprezzate dal mercato.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti ambientali. La podolica è stata descritta come una razza estremamente rustica, capace di vivere al pascolo per tutto l'anno e di trasformare risorse vegetali spontanee in prodotti ad alto valore biologico come carne, latte e caciocavallo. Un sistema che contribuisce al mantenimento dei pascoli, alla tutela delle aree marginali e al sequestro del carbonio, con studi che indicano persino la possibilità di raggiungere un impatto ambientale prossimo allo zero.

Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Zimbalatti, rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e presidente dell'Accademia dei Georgofili, che ha richiamato il ruolo culturale e sociale della podolica. «L'obiettivo è diffondere e divulgare i principi dell'agricoltura sostenibile. Parlare di podolica calabrese significa parlare di una razza che rappresenta la Calabria migliore, quella delle aree interne e rurali, dove certi valori sono ancora saldi e che abbiamo il dovere di preservare».

Per Natale Carvello, presidente del GAL Kroton, la vera sfida è ora quella della promozione commerciale. «Possiamo essere tra i primi competitor in termini di qualità grazie a questo sistema di allevamento antico che si tramanda da secoli. Bisogna però far conoscere queste produzioni ai consumatori affinché possano apprezzarne le qualità e il valore per la salute».

Sul fronte economico, Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, ha evidenziato il momento favorevole per il comparto. «La carne sta attraversando una fase positiva e la podolica, essendo prevalentemente una razza da carne, sta ottenendo buoni risultati economici grazie alla crescente domanda presente sia in Italia sia sui mercati internazionali».

A ribadire l'impegno della Regione Calabria è stato Giovanni Pandullo, dirigente del settore Ambiente, Zootecnia e Servizio fitosanitario. «Siamo tra le prime regioni a investire attraverso la programmazione della CSR Calabria 2023-2027, anche sul benessere animale. Oltre il 95% delle aziende e degli allevamenti interessati è stato finanziato, con livelli di sostegno molto elevati».

Dal confronto tra studiosi, istituzioni e operatori è infine emersa la necessità di compiere un ulteriore salto di qualità attraverso strumenti di tutela e riconoscibilità. L'ipotesi di un marchio dedicato e, soprattutto, di una futura DOP è stata indicata da più relatori come la strada più efficace per rafforzare il posizionamento della carne podolica sul mercato e riconoscerne pienamente il valore economico, ambientale e culturale.

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