(VIDEO) Simet S.p.A, un viaggio di successi, comfort e sicurezza lungo 75 anni

(VIDEO) Simet S.p.A, un viaggio di successi, comfort e sicurezza lungo 75 anni

Intervista a Daniele Smurra, Direttore Commerciale, Approvvigionamenti e Affari Generali dell'azienda

Una storia lunga 75 costruita nel tempo, macinando chilometri su strada e non solo, e destinata a proseguire per raggiungere nuovi traguardi e successi. Quella che vi raccontiamo è la storia di una famiglia che ha deciso di investire nel nostro territorio e sul nostro territorio, di crescere con passione, impegno e professionalità. L’ Azienda Trasporti Autolinee Smurra nata nei primi anni 40 e successivamente, nel 1965, diventata Simet S.p.a. è oggi un punto di riferimento per tutti i viaggiatori che dalla Calabria partono o che nella nostra regione arrivano. Un’eccellenza che con coraggio e piglio intraprendente ha varcato i confini nazionali adeguandosi, con mezzi, strumenti e progetti, alle mutazioni di un settore in continua evoluzione, lo ha fatto mettendo al primo posto sicurezza e comfort. Del passato, del presente e del futuro di questa idea imprenditoriale divenuta un’importante realtà, abbiamo parlato con Daniele Smurra, Direttore Commerciale, Approvvigionamenti e Affari Generali dell’azienda.

Simet ha alle spalle una storia lunghissima.
Siamo una realtà presente sul mercato da 75 anni e nata da un’idea di mio nonno, Stanislao Smurra. Inizialmente i nostri collegamenti erano esclusivamente regionali. Negli anni poi il nonno ha avuto la lungimiranza di realizzare il primo collegamento nazionale a lunga percorrenza con un pullman che partendo da Longobucco, attraversando Rossano e la vecchia 106, arrivava in Campania. Insomma con Azienda Trasporti Autolinee Smurra prima e con Simet poi, l’obiettivo è sempre stato quello di dare quel senso di mobilità dal sud verso il nord e viceversa. Dopo mio nonno, mio padre Gerardo ha avuto ancor di più la capacità, la forza e l’intraprendenza di espandere l’attività fino ad arrivare ad oggi a collegare 250 città non solo italiane ma anche tedesche e francesi (a breve).

Come è cambiato il settore in questi anni?
Si è evoluto in ambito di liberalizzazioni. Prima del 2013 era il Ministero ad assegnare, definire e pattuire le tratte e le destinazioni. Nel tempo si sono alleggeriti i requisiti minimi per entrare in questo mercato e ognuno oggi ha la facoltà di partire come e quando vuole; c’è un’offerta molto più ampia, da una parte questo è un bene perché ha stimolato i vettori a ricorrere a delle azioni correttive, ha stimolato la domanda ad avere più scelta sia in ambito di qualità, di comfort che di tariffe e ha dato visibilità al settore.

La vostra capacità è stata quella di seguire questi mutamenti “fisiologici” e di mettervi in gioco anche in termini di sostenibilità.
Da sempre prestiamo massima attenzione all’aspetto ambientale. Il nostro parco autobus è costituito da macchine di categoria ultima con un’età media di massimo 4 anni, abbiamo dagli autobus euro 6 di piccole dimensione e quelli a due piani ma sempre di ultima cilindrata e di ultima generazione.
L’azienda poi, quando incorre in investimenti sul parco rotabile, cerca ovviamente di strizzare l’occhio verso la qualità della vita. Certo, si potrebbe e dovrebbe fare qualcosa di più.

Siete riusciti con i vostri servizi a colmare in Calabria un gap infrastrutturale non indifferente, quali sono i vostri progetti futuri?
Abbiamo definito un piano industriale triennale (2022-2025). Il periodo che abbiamo affrontato è stato duro. Con le restrizioni su viaggi e spostamenti il nostro settore è stato fortemente colpito e penalizzato. Oltretutto bisogna prendere in considerazione non solo le conseguenze sul fattore economico dell’azienda ma anche il fattore psicologico e mentale dei clienti. Ancora oggi riscontriamo un po’ di timore da parte delle persone a spostarsi in autobus. Ma guardiamo avanti. Causa Covid abbiamo dovuto rimodulare l’offerta, l’obiettivo primario dunque è il ripristino totale delle tratte e poi prevediamo un ampliamento delle rotte e il rinnovo del parco rotabile per mantenere quello standard qualitativo sui nostri autobus e far sì che Simet rimanga uno dei vettori principali in Calabria.

Parlando proprio della nostra Calabria: cosa manca alla nostra regione per crescere?
Abbiamo il mare, la montagna, splendidi borghi e tante bellezze, credo che manchi solo una visione a lungo termine. Quando si fa politica – e non è una critica – e magari c’è un cambio di timone si pensa sempre di cominciare da capo e mai di proseguire il lavoro svolto fino a quel momento. In altre realtà d’Italia, come ad esempio in Puglia o nella città di Milano, si è avuta la capacità, a prescindere dal colore politico, di mantenere una visione e una linearità di progetto, un’idea collettiva insomma. Sicuramente il PNRR offrirà tante opportunità al sud e anche alla Calabria. Nei prossimi anni dovremo essere bravi a spendere. Ci sarà tanto da fare e mi auguro che sapremo farci trovare pronti. Proprio nei giorni scorsi ho partecipato a una tavola rotonda che si è tenuta alla presenza di alcuni membri del Governo, durante la quale sono state elencate le risorse che spetteranno al Mezzogiorno. Nell’ambito dei trasporti si è discusso, in particolare, della necessità di implementare i collegamenti dai piccoli centri verso le grandi città e di intermodalità.

Cosa l’ha spinta a sposare appieno il progetto della sua famiglia e a rimanere in Calabria?
Da buon calabrese sono legato alla famiglia e poi il mio è un mestiere dinamico, divertente e vivo che abbraccia a 360° le opportunità.