(VIDEO) Strage a Steccato, il grido dei parenti: “Chiedete scusa e dite la verità”

Davanti al Tribunale di Crotone la Carovana Migranti con familiari e sopravvissuti: “Promesse non mantenute, vogliamo verità e giustizia”

A cura di Redazione
24 febbraio 2026 16:23
(VIDEO) Strage a Steccato, il grido dei parenti: “Chiedete scusa e dite la verità” - Foto: Redazione
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Giustizia e verità per le vittime di Steccato di Cutro”. È lo striscione che ha accompagnato il presidio della Carovana Migranti davanti al Tribunale di Crotone, poco prima dell’avvio del processo sulla strage del 26 febbraio 2023. Un’iniziativa per rilanciare i temi dei diritti, dell’accoglienza e della solidarietà e per chiedere risposte al Governo su quanto accaduto quella notte.

Davanti al palazzo di giustizia si è tenuta una conferenza stampa con i familiari delle vittime, i sopravvissuti e le associazioni. Le promesse istituzionali, hanno denunciato, «non si sono realizzate» e «nessuna delle altre promesse è stata mantenuta». Un’accusa che torna con forza alla vigilia del dibattimento, quando le famiglie chiedono chiarezza sui soccorsi e sulle responsabilità.

Presenti a Crotone le famiglie Maleki e Maliki, di nazionalità afghana, arrivate dalla Germania per chiedere verità con un presidio davanti al tribunale cittadino. Tra le voci più forti quella di Farzaneh Maleki, che ha perso zii e cugini nel naufragio di Steccato di Cutro: “Siamo stanchi di tutta questa morte, sofferenza e ingiustizia. Siamo venuti in Europa in cerca di sicurezza e di una vita dignitosa. Oggi assistiamo alla morte dei nostri cari, una morte che avrebbe potuto essere evitata, causata da negligenze e indifferenze. Perché i soccorsi non sono arrivati? Perché la vita delle persone è stata ignorata? Non è stato un semplice incidente, ma il risultato di una grave irresponsabilità umana. Queste persone devono rispondere davanti alla legge”.

Nel suo intervento, Farzaneh Maleki ha chiesto risposte dirette alle istituzioni e al Governo, invocando giustizia, trasparenza e rispetto per la vita umana, e sollevando anche il tema dei visti per consentire ai familiari di raggiungere le tombe dei loro cari senza essere costretti a rischiare di nuovo la vita attraversando il mare.

Farzaneh Maleki è a Crotone insieme alla madre Laila Temori e alla sorella Fatima Maleki per seguire il processo e partecipare alle commemorazioni di Steccato di Cutro. Una presenza che riporta al centro la richiesta di verità delle famiglie, a tre anni dalla tragedia, mentre in aula si apre il confronto giudiziario sulle responsabilità di quella notte.

Danilo Ruberto

Processo Steccato di Cutro parenti vittime - Redazione 24.02.2026
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