ARCHEOLOGIA

(VIDEO) Vincenzo Fabiani, una vita al servizio dell’archeologia crotonese

Targa ricordo al direttore del Gruppo Archeologico Krotoniate per il suo impegno culturale. Il suo desiderio: studiare il quartiere settentrionale dell’antica Kroton

A cura di Redazione
30 ottobre 2026 08:00
(VIDEO) Vincenzo Fabiani, una vita al servizio dell’archeologia crotonese - Foto: Redazione
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Novantasei anni e una passione per la storia e l'archeologia che non conosce pause. Vincenzo Fabiani, direttore del Gruppo Archeologico Krotoniate (GAK), è stato festeggiato da Italia Nostra, che gli ha consegnato una targa ricordo per il suo costante impegno sociale e culturale.

La consegna è avvenuta ieri al Parco Falcone e Borsellino, dove Fabiani ha ricevuto il riconoscimento insieme a Vincenzo Catanzaro (QUI il nostro articolo), il volontario ottantenne che vive nei pressi del giardino di via Morelli e che, con dedizione e spirito civico, si occupa volontariamente della cura delle piante, dell'irrigazione e della pulizia dell'area verde.

Due storie diverse, unite dall'attenzione verso la città e il suo patrimonio, culturale e ambientale.

Nato a Strongoli, laureato in Filosofia e profondo conoscitore della storia del territorio, Fabiani rappresenta da decenni un punto di riferimento per l'archeologia crotonese. La sua attività in questo campo è iniziata nei primi anni Settanta e da allora ha continuato a dedicarsi allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione delle radici storiche di Crotone.

Una passione che a 96 anni si traduce ancora in idee, proposte e soprattutto nella volontà di approfondire la storia dell'antica Kroton. Proprio ieri, nel corso dell'incontro, Fabiani ha indicato quello che considera il suo desiderio più grande: avviare nuove indagini archeologiche nel quartiere settentrionale della città.

«Il mio desiderio maggiore sarebbe quello che fosse indagata l'area settentrionale della città», ha spiegato, sottolineando come gli scavi non debbano necessariamente essere finalizzati a lasciare tutte le strutture archeologiche permanentemente in vista. Alcune zone, infatti, sarebbero esposte al rischio di allagamenti e infiltrazioni d'acqua, rendendo difficile la loro conservazione.

Secondo Fabiani, sarebbe comunque importante procedere con campagne di scavo a scopo scientifico, documentare le testimonianze emerse e successivamente ricoprire le parti più esposte, conservando invece quelle strutture monumentali che possono essere tutelate e rese visitabili.

Il valore di quest'area, ha ricordato, è legato soprattutto alle origini della città. Sarebbe proprio nel settore settentrionale che si sarebbero insediati i primi coloni achei, dando vita alla fondazione di Crotone e confrontandosi con le popolazioni enotrie già presenti sul territorio.

«Si potrebbe recuperare la conoscenza di tutta quell'area, che è molto significativa per Crotone, perché è dove si sono insediati i primi fondatori achei e dove hanno fondato la città», ha affermato.

Fabiani ha inoltre richiamato l'attenzione sulla possibilità che in quella zona si trovino importanti testimonianze monumentali, tra cui anche l'eventuale presenza di un teatro greco, ipotesi che meriterebbe ulteriori approfondimenti.

Danilo Ruberto

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