A Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele la benemerenza del Comune di Caronno Pertusella
Il riconoscimento sarà consegnato il 31 maggio: premiato l’impegno dei genitori di Dodò nella diffusione della cultura della legalità nelle scuole italiane
Il Comune di Caronno Pertusella conferirà una benemerenza speciale a Giovanni Gabriele e alla compianta Francesca Anastasio per il loro impegno nella diffusione della cultura della legalità e nella testimonianza contro le mafie.
A comunicarlo è stato il sindaco Marco Giudici, che ha scritto a Giovanni Gabriele annunciando la decisione della Commissione Benemerenze: «La commissione Benemerenze ha deciso di conferire a lei e a sua moglie una menzione speciale per l’impegno profuso per la legalità e la vostra testimonianza contro le mafie».
La cerimonia di consegna del riconoscimento si svolgerà il 31 maggio alle ore 20.45 davanti al municipio del comune in provincia di Varese.
Negli ultimi anni Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio avevano trascorso lunghi periodi proprio a Caronno Pertusella, partecipando a decine di incontri nelle scuole del Nord Italia per raccontare la storia del piccolo Dodò, vittima innocente della criminalità organizzata. Attraverso la loro testimonianza, i due genitori hanno trasformato il dolore in un percorso di sensibilizzazione rivolto soprattutto ai giovani, parlando di giustizia, memoria e legalità.
La benemerenza arriva a poche settimane dalla scomparsa di Francesca Anastasio, morta l’11 maggio scorso all’età di 58 anni. La donna, mamma di Domenico “Dodò” Gabriele, era diventata negli anni un simbolo della lotta civile contro la ’ndrangheta dopo l’uccisione del figlio, colpito per errore durante un agguato mafioso mentre giocava a calcetto a Crotone nel 2009.
Dopo quella tragedia, Francesca Anastasio e Giovanni Gabriele non si sono mai fermati, attraversando l’Italia per incontrare studenti, associazioni e comunità, mantenendo vivo il ricordo di Dodò e promuovendo i valori della legalità e del rispetto della vita.
Ai funerali di Francesca Anastasio, celebrati a Crotone, era presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che l’ha ricordata come una donna capace di trasformare il dolore in impegno.
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