Acqua, Crotone resta in emergenza: invasi ancora in sofferenza
L'allarme arriva dall' Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale
Crotone - La crisi idrica continua a mordere il territorio crotonese. Dalla seduta del 3 febbraio dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale emerge infatti la conferma dello stato di severità idrica elevata per la provincia di Crotone, dove resta in vigore lo stato di emergenza nazionale.
Il quadro complessivo, illustrato dall’Osservatorio presieduto dal Segretario Generale Vera Corbelli, evidenzia una lieve e temporanea attenuazione della crisi in alcune aree del Distretto, ma con effetti disomogenei e non sufficienti a incidere sui territori più esposti, tra cui il Crotonese.
Invasi in sofferenza
A pesare sulla situazione sono soprattutto le condizioni critiche dei principali invasi calabresi. In particolare, Arvo e Ampollino registrano un volume complessivo stoccato di circa 17 milioni di metri cubi, con un deficit di oltre 22 milioni rispetto alla media storica del periodo. Criticità rilevanti anche per gli invasi Menta e Alaco, che si attestano intorno al 40% del volume massimo autorizzato, con deficit rispettivamente di 10,5 e 20,9 milioni di metri cubi. Dati che continuano a incidere in modo diretto sia sul comparto idropotabile sia su quello irriguo, entrambi classificati in severità idrica elevata per la Calabria e, in particolare, per la provincia di Crotone.
Situazione diversa nel resto del Distretto
Nel resto dei territori dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Meridionale la situazione appare più articolata: persistono condizioni di criticità, ma con segnali di miglioramento localizzati per alcuni schemi idrici e comparti. Un miglioramento che, tuttavia, non riguarda le aree calabresi già sottoposte a emergenza, dove resta necessario un monitoraggio costante e l’adozione di misure straordinarie di gestione della risorsa.
Monitoraggio e misure di salvaguardia
L’Osservatorio, organo previsto dal Piano di Gestione delle Acque, continuerà le attività di controllo e coordinamento attraverso i Tavoli Tecnici interregionali, con l’obiettivo di mitigare gli effetti della crisi idrica e garantire la continuità dell’approvvigionamento nei territori più colpiti.
Annunciata, infine, la redazione del Rapporto sull’evento di crisi idrica 2024–2025, che sarà trasmesso agli enti competenti per le valutazioni e gli interventi di competenza.
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