Aggressione al cardiologo, la CISL: «Colpito tutto il sistema sanitario»
Solidarietà al dottor Sulla e richiesta di incontro al commissario Asp: «Servono sicurezza, organici adeguati e confronto immediato»
La CISL Magna Grecia, con il segretario generale Daniele Gualtieri e il responsabile del Dipartimento Pubblico Impiego Luigi Tallarico, la CISL FP Magna Grecia, con il segretario generale Antonino D’Aloi, e la CISL Medici Magna Grecia con la reggente Luciana Carolei, esprimono sincera e convinta solidarietà al dottor Antonio Sulla, cardiologo dell’ospedale di Crotone, vittima di una grave aggressione mentre era in servizio.
Un episodio che, secondo i rappresentanti sindacali, non può essere archiviato come un fatto isolato ma che impone una riflessione più ampia sulle condizioni in cui opera il personale sanitario. «Colpire un medico durante l’esercizio delle sue funzioni significa colpire l’intero sistema sanitario e mortificare il lavoro quotidiano di tanti professionisti che operano con competenza, dedizione e spirito di sacrificio, spesso in condizioni organizzative complesse. A loro va il nostro sostegno, così come al dottore Sulla, cui auguriamo di poter tornare presto a svolgere serenamente la propria attività», dichiarano.
La CISL evidenzia come le aggressioni ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari si inseriscano in un contesto di crescente tensione. «Non possono più essere considerate episodi isolati. Si inseriscono, purtroppo, in un quadro segnato da disorganizzazione del sistema, carenze di organico, carichi di lavoro eccessivi e difficoltà strutturali che generano disagi nell’utenza e finiscono per scaricarsi, in modo ingiusto e inaccettabile, sul personale sanitario», sottolineano i rappresentanti sindacali.
Per la CISL è necessario affrontare la situazione con interventi concreti e senso di responsabilità. «La sicurezza nei luoghi di cura non è un elemento accessorio, ma una condizione imprescindibile per garantire qualità dell’assistenza e tutela della salute pubblica. Occorre rafforzare le misure di prevenzione e protezione, potenziare i sistemi di vigilanza, assicurare adeguati presìdi e adottare modelli organizzativi capaci di ridurre le criticità che alimentano tensioni e conflitti», proseguono.
La sanità, aggiungono, ha bisogno non solo di risorse economiche ma anche di personale adeguato, investimenti in dotazioni tecnologiche e strumentali, programmazione efficace, qualità del lavoro e rispetto delle professionalità. «Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute dei cittadini», ribadiscono.
Infine, le sigle sindacali rivolgono una richiesta di incontro al commissario dell’Asp di Crotone «affinché si apra un confronto costruttivo sulle misure necessarie a garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose per il personale sanitario e sulle altre questioni che investono la sanità nel territorio».
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