Al Vinitaly 2026 anche la Primavera del Cirotano: Sculco rilancia la sfida identitaria

Calabria protagonista a Verona: il modello unisce vino, storia e territorio e punta su Luigi Lilio come leva competitiva internazionale

A cura di Redazione
14 aprile 2026 14:00
Al Vinitaly 2026 anche la Primavera del Cirotano: Sculco rilancia la sfida identitaria -
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CIRÒ (KR) – Il punto non è più soltanto portare una bottiglia in fiera, ma raccontare tutto ciò che c’è dietro. È questa la chiave con cui la Calabria prova a cambiare passo e narrazione, rilanciando il proprio posizionamento anche a livello internazionale. A sottolinearlo è il sindaco Mario Sculco, intervenuto nel corso della 58ª edizione del Vinitaly, in corso a Verona fino al 15 aprile.

Secondo il primo cittadino, il salto di qualità nasce dalla visione dell’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, che ha impostato una strategia capace di mettere insieme prodotto e identità. Non più solo vino, dunque, ma un racconto territoriale che intreccia storia, cultura e riconoscibilità. In questo percorso, il vino di Cirò si lega simbolicamente alla figura di Luigi Lilio, l’astronomo che nel XVI secolo contribuì alla definizione del calendario gregoriano, ancora oggi riferimento globale.

Un approccio che trova concreta applicazione anche negli eventi collaterali alla fiera. Durante l’inaugurazione, Sculco è stato tra i protagonisti del talk “Il Merano Wine Festival a Cirò”, ospitato nel Padiglione Calabria e moderato dal giornalista Massimiliano Ossini, insieme – tra gli altri – al presidente del Merano Wine Festival Helmuth Köcher, ai sindaci del territorio e al consigliere regionale Sergio Ferrari. Un momento di confronto che, ha evidenziato Sculco, dimostra come la Calabria stia costruendo un modello capace di unire produzione, racconto e visione strategica.

Ed è proprio Cirò a rappresentare una delle espressioni più evidenti di questa nuova impostazione. Qui il vino non è soltanto eccellenza enologica, ma diventa elemento narrativo legato a un forte marcatore identitario distintivo. È in questo contesto che si inserisce la Primavera del Cirotano, una stagione che trasforma il territorio in esperienza, il borgo in destinazione e la memoria storica in valore competitivo.

Il segnale più forte, secondo il sindaco, arriva però dal modello promosso dalla Regione Calabria, che guarda oltre la fiera tradizionale. L’esperienza di “Vinitaly and the City”, già calendarizzata con tappe a Reggio Calabria e nel Parco Archeologico della Sibaritide, dimostra come la promozione passi sempre più dalla capacità di costruire un ecosistema esperienziale.

In questa prospettiva, la Calabria prova a ridefinire il proprio racconto, puntando su un’identità integrata che unisce vino, cultura e territorio. E Cirò, conclude Sculco, può rivendicare di aver contribuito ad aprire questa strada, trasformando il vino in linguaggio territoriale e il territorio in prodotto culturale ed economico.

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