ATTIVISMO

Andrea Cafarda, studia Giurisprudenza e racconta Crotone ai croceristi

Il giovane crotonese, studente universitario a Cosenza, è volontario al Castello Carlo V dal 2023. Carlo Calenda lo ha citato oggi come esempio di chi mette le proprie conoscenze al servizio della città

A cura di Redazione
24 ottobre 2026 17:30
Andrea Cafarda, studia Giurisprudenza e racconta Crotone ai croceristi - Andrea Cafarda
Andrea Cafarda
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C'è chi studia per costruire il proprio futuro e chi, nel frattempo, sceglie di dedicare una parte del proprio tempo alla città in cui è cresciuto. Andrea Cafarda, giovane crotonese e studente di Giurisprudenza a Cosenza, fa entrambe le cose. Dal 2023 è impegnato come volontario al Castello Carlo V di Crotone, dove accompagna i visitatori alla scoperta della storia della fortezza e del ruolo che ha avuto nella vita della città.

Il suo nome è stato citato oggi anche da Carlo Calenda, arrivato a Crotone per presentare il suo libro sull'Europa (QUI il servizio). Nel corso della giornata, il leader di Azione ha raccontato di essere rimasto colpito dal giovane che, pur studiando fuori città, sceglie di mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze e il proprio tempo. Un esempio, ha continuato, di partecipazione alla vita della città, che passa anche dalla cura del patrimonio culturale.

Per Andrea Cafarda, infatti, il Castello non è soltanto un luogo da visitare, ma una parte fondamentale dell'identità crotonese. «È un simbolo importantissimo di Crotone che spesso viene un po' dimenticato», spiega. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce il suo impegno: «La cosa che mi piace di più è cercare di valorizzarlo, ricordare il ruolo che ha avuto una struttura come questa per la città».

Il complesso è gestito dall'associazione Multitracce, che ne cura le attività di accoglienza e valorizzazione. Andrea è entrato nell'associazione dopo l'aggiudicazione di un bando e da allora ha continuato a prestare servizio con regolarità.

Una disponibilità che si è vista anche oggi, con l'arrivo a Crotone di un'altra nave da crociera, la Viking, e numerosi passeggeri giunti in città per visitare il Castello Carlo V. Per loro, la visita diventa un'occasione per conoscere una storia che non sempre emerge a prima vista dalla struttura che domina il centro cittadino.

«L'inglese è meglio da tanto in su, perché vengono tantissimi cittadini stranieri con le navi da crociera», racconta Andrea, spiegando quanto la conoscenza delle lingue sia importante nel rapporto con i visitatori. Ma la sua attività non si limita ad accompagnare i gruppi lungo i percorsi della fortezza: il suo obiettivo è stimolare domande, far nascere curiosità e aiutare i turisti a guardare il monumento con occhi diversi.

C'è una domanda, in particolare, da cui ama cominciare le sue visite: perché si chiama Castello Carlo V, se in realtà è una fortezza? «Comincio sempre partendo dal nome, perché si chiama Castello Carlo V ma non è un castello e non l'ha costruito neanche Carlo V», dice con una punta di ironia. È il modo per disorientare piacevolmente i visitatori e spingerli a chiedere di più.

Le domande riguardano soprattutto le trasformazioni subite dalla struttura nel corso dei secoli, i restauri, le funzioni militari e il rapporto con la città. «Mi chiedono che evoluzione ha avuto il Castello, quante volte è stato ristrutturato e che ruolo aveva nella storia della città». Il punto, per Andrea, è proprio questo: andare oltre la prima impressione e capire come una fortezza abbia accompagnato le vicende di Crotone, influenzandone la vita e la storia.

Il suo percorso universitario, apparentemente lontano dalle visite guidate, finisce per intrecciarsi con questa passione. «Mi piace tantissimo Giurisprudenza perché è una di quelle facoltà le cui materie ti consentono di capire proprio come funziona il mondo», spiega. Lo studio delle norme, osserva, offre strumenti per leggere ambiti molto diversi, dalle vicende private a quelle penali, fino al diritto internazionale e alla geopolitica.

Anche al Castello, del resto, il diritto incontra la storia. «Le leggi sono dappertutto. Anche quando sembra che una regola non ci sia, in realtà c'è». Ricostruire le funzioni di una fortezza significa anche comprendere le norme militari e gli ordinamenti che ne hanno regolato l'utilizzo nelle diverse epoche. «Conoscendo la storia della città si possono approfondire anche questi passaggi giuridici, che consentono di comprendere ancora meglio aspetti determinanti dell'evoluzione di Crotone».

È un modo di studiare che non resta confinato sui libri e un volontariato che non si esaurisce nell'accoglienza dei visitatori. Andrea porta al Castello la curiosità di chi vuole approfondire e, allo stesso tempo, trova nelle visite un'occasione per continuare a conoscere il luogo in cui è cresciuto.

La citazione di Calenda lo ha sorpreso. «Non sapevo assolutamente che avesse parlato di me. Ho visto che aveva fatto un post su Instagram, l'ho visto stamattina», racconta. Nessuna ricerca di visibilità, dunque, ma la continuità di un impegno iniziato nel 2023 e portato avanti compatibilmente con gli studi.


Danilo Ruberto

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