Caldo, ARPACAL: a Crotone temperature in forte aumento ma non è record
Giugno 2026 meno estremo degli ultimi due anni, è quanto emerge nell'analisi del l Centro Funzionale Multirischi
Le analisi meteorologiche e climatologiche elaborate dal Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL confermano che il mese di giugno 2026 è stato caratterizzato da temperature superiori alla media climatica di riferimento, pur risultando meno estremo rispetto ai mesi di giugno del 2024 e del 2025.
Secondo i dati dell'Agenzia, nelle ultime settimane la Calabria è rimasta ai margini della struttura anticiclonica che ha alimentato la prolungata ondata di calore sull'Europa centro-occidentale e sul Nord Italia. Questa configurazione atmosferica ha attenuato gli effetti più intensi del fenomeno sul territorio regionale, che nella prima fase dell'evento non ha registrato i livelli di eccezionalità osservati in altre aree del Paese.
La situazione è cambiata nel corso dell'ultimo fine settimana, quando il progressivo spostamento verso est della cosiddetta "cupola di calore" ha determinato un sensibile aumento delle temperature anche in Calabria, con i valori più elevati registrati nelle aree interne delle province di Cosenza e Crotone.
L'analisi climatologica evidenzia che la temperatura media regionale di giugno 2026 ha fatto registrare un'anomalia di +1,79 °C rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020, confermando il persistente trend di riscaldamento osservato negli ultimi anni. Il dato risulta tuttavia inferiore a quello registrato nei due anni precedenti, quando l'anomalia media era stata pari a +2,32 °C nel 2024 e +2,54 °C nel 2025.
Le elaborazioni di ARPACAL mostrano inoltre una distribuzione non omogenea delle anomalie termiche sul territorio regionale, con incrementi più marcati nelle aree interne rispetto alle zone costiere. Un quadro che conferma l'influenza della conformazione geografica e della circolazione atmosferica nella modulazione degli effetti delle ondate di calore in Calabria.
Per ARPACAL il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e climatiche rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere l'evoluzione dei fenomeni estremi e supportare le attività di pianificazione, prevenzione e protezione civile. L'analisi delle anomalie climatiche, inoltre, consente di seguire nel tempo l'evoluzione del cambiamento climatico attraverso serie storiche omogenee e confrontabili.
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